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Sono le di   Aggiornamento 18 settembre 2020
 

SAN PAOLO DI CIVITATE (Fg): uno scavo archeologico, in località Pezze della Chiesaeseguito, eseguito dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di BAT e Foggia, ha


Rinvenuto
l’anfiteatro romano
di Teanum Apulum

I lavori di scavo, il cui proseguo potrà consentire una maggiore comprensione dell’ampiezza del monumento e mettere in luce ulteriori porzioni di quella che, al momento, risulta essere la più grande scoperta della città romana di Teanum Apulum di sempre, sono stati svolti in stretta collaborazione tra arch. Maria Piccarreta, dr. Italo M. Muntoni, dr. Domenico Oione, geom. Enrico Cornetta, arch. Daniela Fabiano, restauratore Salvatore Patete e dal Tecnico Franco Racano, tutti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di BAT e Foggia, con l’Amministrazione comunale di San Paolo di Civitate, rappresentata dal Sindaco dr. Francesco Marino.

di Piero Mastroiorio

Uno scavo archeologico, eseguito, in località ‘Pezze della Chiesa’, in agro del Comune di San Paolo di Civitate (FG), dal Soprintendente Arch. Maria Piccarreta insieme col dr. Domenico Oione, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Foggia e BAT, Barletta-Andria-Trani, ha rinvenuto un monumento, fino ad ora sconosciuto, che rappresenta una testimonianza archeologica di straordinaria importanza sia per la città di San Paolo di Civitate in Provincia di Foggia che per la comprensione dell’assetto urbanistico del municipium di Teanum Apulum, da collocarsi, topograficamente, con molta probabilità, nei pressi del circuito murario della città romana.
L’insediamento daunio di Tiati era caratterizzato da un’occupazione di tipo sparso sulle alture di Coppa Mengoni, Pezze della Chiesa, Mezzana, Piani di Lauria e l’area compresa fra il Regio Tratturo “Aquila-Foggia” e la Marana della Defensola.
Nel corso del IV secolo a.C. la penetrazione sannita nel territorio di Tiati era tale che la città prese parte alla seconda guerra sannitica, alleandosi con i Sanniti contro Roma. La sconfitta nel 318 a.C. determinò un patto di alleanza tra Tiati e Roma e il territorio, confiscato ai ceti dirigenti indigeni anti-romani, fu dato in affitto all’aristocrazia locale filo-romana. La presenza di Roma portò ad una ristrutturazione del territorio, che cancellò gli insediamenti sparsi e l’abitato di Teanum Apulum fu concentrato in un’area ristretta tra Coppa Mengoni e Pezze della Chiesa.
Nell’ambito della programmazione dei lavori pubblici 2017-2019 del Ministero è stato finanziato il progetto “San Paolo di Civitate (FG): tombe daunie e strutture romane. Pronto intervento di scavo archeologico e completamento dello scavo e protezione” e sono state condotte, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di BAT e Foggia, le indagini archeologiche che hanno interessato parte dell’insediamento pluristratificato di Tiati-Teanum Apulum-Civitate, tutelato negli anni 90 ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, le cui attività si sono in parte concentrate nella zona in località Pezze della Chiesa, in cui emergevano dal piano di campagna attuale resti evidenti di età romana, un ambiente voltato in opera cementizia con paramenti in opera laterizia, pertinenti a una struttura monumentale prospiciente il Regio Tratturo “Aquila-Foggia” che si è rivelata essere uno degli accessi all’anfiteatro di Teanum Apulum. Gli interventi hanno consentito di riportare alla luce, inaspettatamente, una porzione dell’edificio pubblico, databile al I-II secolo d.C., la cui localizzazione non era nota nell’ambito delle strutture urbane della città romana.
L’anfiteatro risulta costituito da murature imponenti, caratterizzate da un possente nucleo in opus caementicium e paramenti in opus latericium perfettamente conservati. Non permane purtroppo l’elevato della cavea, testimoniato dalla sola presenza di sporadici resti delle gradinate inferiori. Si conserva, invece, gran parte di uno degli accessi e la parte terminale della cavea. Aal momento dell’abbandono, probabilmente in età tardoantica/altomedievale, l’anfiteatro fu oggetto di spoglio e di distruzione e l’area fu verosimilmente riutilizzata come necropoli, come testimonierebbe la presenza di sporadiche tracce dell’impianto di sepolture nelle zone un tempo destinate alle gradinate della cavea.
Le indagini archeologiche sono svolte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di BAT e Foggia dal Soprintendente ad interim arch. Maria Piccarreta, dal RUP dr. Italo M. Muntoni, dal Progettista e DL dr. Domenico Oione, dal Direttore operativo geom. Enrico Cornetta, dal Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione arch. Daniela Fabiano, dal Funzionario restauratore Salvatore Patete e dall’Assistente Tecnico Franco Racano.
I lavori di scavo, il cui proseguo potrà consentire una maggiore comprensione dell’ampiezza del monumento nonché della sua capacità e mettere in luce ulteriori porzioni di quella che, al momento, risulta essere la più grande scoperta della città romana di Teanum Apulum di sempre, affidati alla Ditta Nostoi Srl., sono stati svolti in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale di San Paolo di Civitate, rappresentata dal Sindaco dr. Francesco Marino.