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Sono le di   Aggiornamento 15 settembre 2020
 

TRENTO: per i reati di attentato alla Costituzione (articolo 283 del codice penale),
abuso d’ufficio (articolo 323) e violenza privata (articolo 610)

Conte in Tribunale:
presunta violazione della Costituzioneper il confinamento Covid-19

La caduta libera del gradimento del Presidente del Consiglio fa il paio con la richiesta di migliaia di cittadini che vorrebbero chiarita la posizione di Giuseppe Conte e del suo governo da un’aula di Tribunale riguardo la presunta violazione delle norme costituzionali sulla libertà personale, sulla libera circolazione e sulla fruizione della libertà religiosa.

di Redazione

I guai per il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, sembrano non finire mai, anzi, oltre alla sfiducia degli italiani nei sui confronti in netta discesa, si aggiunge l’indagine di Trento per i reati di attentato alla Costituzione (articolo 283 del codice penale), abuso d’ufficio (articolo 323) e violenza privata (articolo 610), in relazione alle decisioni del governo sul ‘Covid-19’ e il confinamento, identificato dagli esterofili con la parolina lockdown, che ha tenuto chiusi in casa gli italiani per circa tre mesi. Già, perché, nonostante la richiesta di archiviazione dello scorso mese di giugno, come riportato da ‘Il Tempo’, il 17 novembre il premier dovrà varcare la soglia del Palazzo di Giustizia per rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari, Claudia Miori, che in quella occasione deciderà se mandare a processo il presidente Conte o archiviare definitivamente.
L’importante decisione verrà assunta proprio a Trento dove la procura della Repubblica è stata la prima a raccogliere le denunce dei tanti cittadini italiani infuriati per i DPCM in tema di Coronavirus adottati dal premier Conte. Le accuse al presidente del Consiglio dei ministri sono precise: non è stata accettata la decisione di chiudere completamente l’Italia. Quei provvedimenti, che impedivano alle persone di uscire di casa, di svolgere le normali attività quotidiane, sono considerati dai cittadini un abuso di potere. Tre mesi fa il pubblico ministero del Tribunale di Trento aveva proposto l’archiviazione, ma il giudice per le indagini preliminari Miori vuole approfondire sull’argomento e per questo ha fissato la camera di Consiglio a novembre per decidere se mandare a processo o meno il premier Conte, scriveva lo scorso 12 settembre 2020, Ignazio Riccio su “il Giornale”.
Come si ricorderà ad agosto, per la Procura di Roma, che aveva esaminato gli esposti giunti da varie parti d'Italia, le notizie di reato erano evanescenti, anche se metà Governo, sia pure alla voce atto dovuto, Luciana Lamorgese, Roberto Speranza, Roberto Gualtieri, Lorenzo Guerini, Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede, i sei ministri che con Conte condivisero la gestione dell'emergenza Covid, furono raggiunti da avvisi di garanzia.
Ad opporsi contro la richiesta di archiviazione anche lo Studio legale Polacco di Roma, che rappresenta i denuncianti, i quali ritengono che il presidente del Consiglio dei ministri e il governo non abbiano rispettato la Costituzione, già in occasione del provvedimento sullo stato di emergenza a partire dal mese di gennaio. A protestare migliaia di cittadini, che vorrebbero chiarita la presunta violazione delle norme costituzionali sulla libertà personale, sulla libera circolazione e sulla fruizione della libertà religiosa da un’aula di un Tribunale.

FONTE: www.ilgiornale.it