Sono le di Aggiornamento 14 settembre 2020 |
Uno studio ritiene incostituzionali le misure restrittive adottate da Conte:
i DPCM sono in contrasto con la Costituzione
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Un'analisi dell’Osservatorio permanente per la legalità costituzionale, presieduto da Ugo Mattei, professore di Diritto civile all’Università di Torino, sancisce che le sanzioni amministrative inflitte a chi non indossa la mascherina non devono essere pagate perché illegittime e se l'agente di polizia vuol procedere con la multa deve farsi identificare dal cittadino rischiando di doverne rispondere nel caso tali provvedimenti vengano giudicati esorbitanti rispetto alla loro natura e finalità.
di Redazione
Alla domanda, postaci da molti lettori e non, riguardo alla illeggittimità dell’obbligo di indossare le mascherine e le relative possiamo consigliere di fare attenzione, è pur sempre un mezzo per salvaguardare la salute propria e dei nostri cari, e rispondere con quanto concluso da una dura analisi dell’Osservatorio permanente per la legalità costituzionale, istituito presso il Comitato popolare per la difesa dei beni pubblici e comuni «Stefano Rodotà» e presieduto da Ugo Mattei, professore di Diritto civile all’Università di Torino, in cui si sancisce che le sanzioni amministrative inflitte per chi non indossa la mascherine non devono essere pagate perché illegittime e se la polizia vuol comunque procedere a irrogare la multa deve identificarsi a richiesta del cittadino, fornendo i propri dati, cosa che è peraltro un suo preciso dovere in quanto pubblico ufficiale.
Secondo questa analisi, redatta da fini giuristi e costituzionalisti e riportata a fine agosto sul giornale Italia Oggi, i decreti del presidente del Consiglio dei ministri, i famigerati DPCM, che hanno imposto le restrizioni sul confinamento, meglio conosciuto dagli esterofili come lockdown, ivi compreso l’obbligo di indossare la mascherina, sono atti amministrativi non sottoposti al vaglio del Parlamento come invece succede con i decreti legge. Del resto la Costituzione impone già il decreto legge per tutti i casi straordinari di necessità e di urgenza, da convertire entro 60 giorni con legge ordinaria. Dunque, Conte, secondo tale studio, avrebbe bypassato il Parlamento ponendo dei veri e propri atti d’imperio, incostituzionali secondo il nostro sistema.
Stando all’articolo 3 del decreto legge n. 6/20, il primo, contenente misure anti-Covid, dal quale sono poi discesi a raffica tutti gli altri DPCM, si giustificava l’adozione di misure intaccanti le libertà fondamentali. Cosa che solo il Parlamento poteva fare o quantomeno il Governo con successiva ratifica del Parlamento. I DPCM non possono pertanto porsi in contrasto con alcuna norma di legge e tantomeno con alcuna norma costituzionale anche in caso di emergenza sanitaria: le multe per chi non è restato a casa come quelle per chi non indossa le mascherine sarebbero illegittime.
Il secondo aspetto importante che tratta lo studio dei costituzionalisti riguarda l’obbligo di identificazione degli agenti di pubblica sicurezza che abbiano agito in forza di questi provvedimenti: il rischio è di doverne rispondere nel caso in cui tali provvedimenti vengano giudicati esorbitanti rispetto alla loro natura e finalità.
FONTE: www.laleggepertutti.it