Sono le di Aggiornamento 3 settembre 2020 |
In uno studio, pubblicato sull'International journal of biological macromolecules, si parla della
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Scoperta una molecola |
Una ricerca internazionale, a cui partecipa l’Istituto di nanotecnologia del CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, rivela come la QUERCETINA funga da inibitore specifico per il virus responsabile del COVID-19, mostrando un effetto destabilizzante sulla 3CLpro, una delle proteine fondamentali per la replicazione del virus.
di Piero Mastroiorio
Tutto il mondo della ricerca è proiettato verso la produzione di un rimedio farmacologico capace di combattere il coronavirus SARS-CoV-2, responsabile del Covid-19, un vaccino sarebbe certamente la soluzione più radicale per risolvere questo problema e i primi risultati in questo senso sono incoraggianti, ma ci sono anche altre armi a disposizione per combattere una pandemia virale.
Guardando al passato abbiamo un caso famosissimo: il virus HIV responsabile dell’AIDS, malattia per la quale la mortalità è attualmente azzerata per chi ha accesso alle cure mediche.
Successo raggiunto nonostante non si sia mai ottenuto un vaccino, grazie allo sviluppo di potenti farmaci antivirali che bloccano la proteasi, un enzima capace di catalizzare la rottura del legame peptidico, legame chimico, tra il gruppo amminico e il gruppo carbossilico delle proteine, specifica dell'HIV, una proteina fondamentale per la replicazione virale.
Alcuni di questi farmaci sono stati testati su SARS-CoV-2, ma non hanno sortito l’effetto sperato.
Lo sviluppo di farmaci antivirali specifici per il coronavirus è dunque un altro grosso filone di ricerca per risolvere la pandemia di Covid-19.
In questo contesto si inserisce la nuova scoperta che dimostra come la QUERCETINA, molecola di origine naturale, funzioni da inibitore specifico per SARS-CoV-2 con un effetto destabilizzante su 3CLpro, una delle principali proteine del virus, fondamentale per il suo sviluppo e il cui blocco dell’attività enzimatica risulta letale per SARS-CoV-2.
«Le simulazioni al calcolatore hanno dimostrato che la quercetina si lega esattamente nel sito attivo della proteina 3CLpro, impedendole di svolgere correttamente la sua funzione. Già al momento questa molecola è alla pari dei migliori antivirali a disposizione contro il coronavirus, nessuno dei quali è tuttavia approvato come farmaco. La quercetina ha una serie di proprietà originali e interessanti dal punto di vista farmacologico: è presente in abbondanza in vegetali comuni come capperi, cipolla rossa e radicchio ed è nota per le sue proprietà anti-ossidanti, anti-infiammatorie, anti-allergiche, anti-proliferative. Sono note anche le sue proprietà farmacocinetiche ed è ottimamente tollerata dall’uomo», spiega Bruno Rizzuti, ricercatore del NANOTEC-CNR, Istituto di nanotecnologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Cosenza, autore della parte computazionale dello studio, supportato dalla Fundación hna e realizzato insieme ad un gruppo di ricercatori di Zaragoza e Madrid, il cui risultato è stato pubblicato sulla rivista International journal of biological macromolecules.
La quercetina, tra l’altro, può essere facilmente modificata per sviluppare una molecola di sintesi ancora più potente, grazie alle piccole dimensioni e ai particolari gruppi funzionali presenti nella sua struttura chimica e, poiché non può essere brevettata, chiunque può usarla come punto di partenza per nuove ricerche, come precisa Olga Abian, dell’Università di Zaragoza, prima autrice della pubblicazione: «Lo studio parte da una caratterizzazione sperimentale della proteina 3CLpro, la proteasi principale di SARS-CoV-2, che ha una struttura dimerica formata da due sub-unità identiche, dotate ciascuna di un sito attivo fondamentale per la sua attività biologica. In una prima fase del lavoro è stata studiata, con varie tecniche sperimentali, la sensibilità a varie condizioni di temperatura e pH: un risultato importante perché molti gruppi stanno lavorando su 3CLpro come possibile bersaglio farmacologico, in virtù del fatto che è fortemente conservata in tutti i tipi di coronavirus. Per questa proteina sono già segnalate in letteratura molecole che fungono da inibitori, ma non utilizzabili come farmaci a causa dei loro effetti collaterali.».
«La parte più interessante di questo lavoro è lo screening sperimentale eseguito su 150 composti, grazie a cui la quercetina è stata individuata come molecola attiva su 3CLpro. La quercetina riduce l’attività enzimatica di 3CLpro grazie al suo effetto destabilizzante sulla proteina. Ovviamente contiamo si trovi un vaccino, ma i farmaci saranno comunque necessari per le persone già infette e per chi non può essere sottoposto a vaccinazione. La ricerca di nuove molecole mira quindi a somministrare una combinazione di differenti composti, per minimizzare la resistenza ai farmaci e lo sviluppo di nuovi ceppi virali», conclude il ricercatore dell’Università di Zaragoza, Adrian Velazquez-Campoy, che ha diretto il gruppo di ricerca e già studioso dei farmaci inibitori della proteina del virus SARS originario che causò l’epidemia del 2003.
Nelle due foto due diverse angolazioni che mostrano il complesso molecolare formato dalla quercetina (in arancione) legata nella cavità che costituisce il sito attivo della proteasi 3CLpro (in blu), nella posizione più favorevole per inibire la proteina e bloccare la replicazione del coronavirus.