Sono le di Aggiornamento 2 settembre 2020 |
SAN SEVERO:
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Personale e ricoverati passano dal caldo africano al freddo siberiano, che potrebbe causare polmoniti e malanni sia al personale del reparto, sia ai ricoverati, soprattutto, ai neonati di ostetricia e ginecologia, a questo si aggiunge, in maniera non ufficiale, la chiusura di tutte le sale operatorie per malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione.
di Piero Mastroiorio
Non ci credo, le solite voci. Le più cattive dicono che gli accadimenti sono determinati dalle elezioni regionali alle porte.
Le cattivissime dicono che a determinare il problema sia il fatto che vogliono chiudere i reparti.
Non sappiamo quale delle due sia la più credibile, ma resta il fatto che in alcuni reparti, soprattutto in quello di ostetricia e ginecologia, dove le pazienti della sala parto e travaglio, sono costrette ad indossare le mascherine, come disposto dalla legge nazionale e regionale sulla prevenzione anti infezione da Covid-19, il neonato, che venuto alla luce da un ambiente di 33-35 gradi, passa in stanze dalle impossibili temperature come quelle dell’ospedale sanseverese, potrebbe incorrere in una serie complicanze di vari generi ed il personale, da giorni vivono in una specie di giro del mondo in 80 secondi.
Infatti, si passa dal caldo africano che fa sudare all’inverosimile al freddo siberiano, che potrebbe causare polmoniti e malanni sia al personale impegnato nella gestione del reparto, sia ai ricoverati.
Il problema lo avrete certamente capito è quello annoso del sistema centralizzato dell’aria, che da sempre ha la difficoltà ad essere regolata e che da qualche giorno, causa un mal funzionamento, rende gelidi alcuni ambienti e forni crematori alcuni altri.
A questo si aggiunge, in maniera non ufficiale, una notizia che, se vera, ha dell’incredibile, attesa la sua difficile risoluzione a breve: tutte le sale operatorie dell’ospedale sono chiuse per malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione ed i pazienti vengono dirottati in altri ospedali o non accettati.
Inutile sottolineare che la chiusura delle sale operatorie è causa di notevoli disservizi ai pazienti, ai parenti e a tutto il personale sanitario e non che ivi lavora.
Mentre attendiamo l’ufficializzazione da parte dell’Azienda ospedaliera dell’increscioso accadimento, magari, in una nota contenente le scuse a operatori ed utenza dei motivi che hanno portato all’increscioso episodio, chiediamo al sindaco e all’assessore al ramo un pronto intervento per la risoluzione del problema.