Sono le di Aggiornamento 4 agosto 2020 |
Un'idagine, condotta dal Ministero della Salute ed ISTAT, rivela
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A rivelarlo sono primi risultati dell’indagine di siero-prevalenza sul virus condotta dal Ministero della Salute e ISTAT, dal 25 maggio al 15 luglio, i cui dati, provvisori, sono relativi a 66.640 persone, poco meno della metà delle 150.000 interpellate, comunque, rappresentativi della popolazione e statisticamente significativi.
di Piero Mastroiorio
Gli italiani entrati in contatto con il virus e che hanno sviluppato una risposta immunitaria sono il 2,5% della popolazione. 1 milione 482 mila le persone che hanno sviluppato gli anticorpi per il Sars-Cov-2: sei volte le cifre dei contagiati scoperti sinora. I dati, relativi a 66.640 persone, poco meno della metà delle 150.000 persone che sono state interpellate dall’ISTAT, Istituto Nazionale di Statistica, hanno fornito dati comunque rappresentativi della popolazione, quindi, statisticamente significativi, sono contenuti nell'indagine condotta dall’ISTAT, dal 25 maggio al 15 luglio 2020, sulla siero-prevalenza sul SARS-CoV-2.
Titolari dell’indagine sono il Ministero della Salute, che ha sviluppato la piattaforma di monitoraggio e coordinato la rilevazione sul campo insieme alle Regioni, i centri prelievo e i laboratori, la Croce Rossa, che ha condotto la rilevazione sul campo con l’aiuto delle Regioni, oltre all’ISTAT, che ha curato il disegno statistico dello studio, l’analisi dei dati e la progettazione del questionario, condivisi con il Comitato Tecnico scientifico.
Attraverso l’indagine, il cui obiettivo dell’indagine era capire quante persone hanno sviluppato gli anticorpi al Coronavirus, anche in assenza di sintomi, si sono ottenute informazioni necessarie per stimare le dimensioni e l’estensione dell’infezione nella popolazione e descriverne la frequenza in relazione ad alcuni fattori quali il genere, l’età, la regione di appartenenza, l’attività economica. La metodologia adottata ha consentito, oltre che di valutare il tasso di siero-prevalenza per SARS-CoV-2 nella popolazione, di stimare la frazione di infezioni asintomatiche o subcliniche e le differenze per fasce d’età, sesso, regione di appartenenza, attività economica nonché altri fattori di rischio.
I dati di siero-prevalenza a livello regionale, da integrare con quelli di sorveglianza epidemiologica, sono particolarmente preziosi sia per conoscere la quota di popolazione che è stata infettata nei mesi precedenti, sia per la messa a punto di programmi sanitari al fine di prevenire future ondate dell’epidemia e orientare adeguatamente le politiche sanitarie.
I risultati qui presentati sono provvisori e sono relativi a 64.660 persone che hanno effettuato il prelievo e il cui esito è pervenuto entro il 27 luglio. La rilevazione si è inizialmente rivolta a una platea più ampia di cittadini residenti in Italia, ma la conduzione in condizioni emergenziali non ha permesso di raggiungere completamente la numerosità originariamente programmata.
Tuttavia, le tecniche di post-stratificazione adottate, correggendo i fattori distorsivi di caduta, hanno permesso la produzione di stime coerenti sia con i dati di contagio e di mortalità da SARS-CoV-2, sia con i risultati prodotti da indagini condotte a livello locale in alcune realtà del Paese, nonché analoghe indagini svolte nel panorama internazionale.