Sono le di Aggiornamento 3 agosto 2020 |
Cosa sarebbe accaduto se un "incidente" così avesse coinvolto i 'Marines'?
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AIMI: «Se avessimo un briciolo di dignità dovremmo incominciare a contrastare l'arrivo dei clandestini, peraltro non solo privi di visto, ma anche di documenti d'identità. Questo gesto irride l'Italia e legittima il mondo a trattarci come una 'Repubblica delle Banane'. Presenterò un'interrogazione ai ministri competenti per chiedere chiarimenti.».
di Redazione
Nella giornata di ieri compariva on line sulla pagina di marescialli.it e su molte pagine Facebook, in condivisione, una notizia che non avremmo mai voluto leggere: 40 Militari italiani respinti dalla Libia, perché non avevano sul passaporto il visto d’ingresso.
La notizia che sta diventando virale è stata diffusa, come riportano molte testate, dal Senatore Enrico Aimi, capogruppo di Forza Italia in commissione Esteri, attraverso un comunicato stampa in cui si legge: «Un aereo militare italiano, un Hercules E 130 proveniente da Pisa con 40 militari a bordo, chiamati a svolgere operazioni di supporto in loco, atterrato a Misurata, ha visto alcuni militari del Celio e della Brigata Julia negata l'autorizzazione allo sbarco da parte delle autorità libiche, perchè mancava sul loro passaporto il visto d'ingresso.
Un caso di 'respingimento' senza scrupoli ridicolo e al tempo stesso umiliante per loro e per noi.
Rimandati a casa dopo poche ore, con lo stesso aereo, nuovamente verso Pisa.
La notizia, ha dell'incredibile e dimostra che a livello internazionale il nostro Paese non conta più nulla. Proviamo ad immaginare cosa sarebbe accaduto se un "incidente" di questo tipo avesse coinvolto i 'Marines Americani' giunti in un qualsiasi Paese amico. Mentre, in Italia arrivano dalle stesse coste, a ritmo sempre più serrato, migliaia di clandestini che finiscono per finanziare i trafficanti di uomini, dalla Libia ci impongono di ritornare da dove siamo venuti.
E' vergognoso che in ambito internazionale non ci sia più dovuto il rispetto. Ora si prendono pure gioco di noi.
Se avessimo un briciolo di dignità dovremmo incominciare a contrastare l'arrivo dei clandestini, peraltro non solo privi di visto, ma anche di documenti d'identità. Questo gesto irride l'Italia e legittima il mondo a trattarci come una 'Repubblica delle Banane'. Presenterò un'interrogazione ai ministri competenti per chiedere chiarimenti.
Il governo ha il dovere di dare immediatamente delle spiegazioni su questa vicenda inaccettabile.».
In attesa dell’interrogazione parlamentare dell’Senatore Aimi due domande ce e ve poniamo: come saranno considerati adesso i nostri Militari in Libia, atteso che colà abbiamo un contingente di 400 uomini con 142 veicoli, due mezzi aerei e una nave nel porto di Tripoli? Il clamoroso respingimento serve a dimostrare quanto poco i libici gradiscano la presenza di militari italiani nel loro Paese, soprattutto ora che la Turchia ha stretto rapporti molto solidi e ha messo gli occhi sull’aeroporto di Misurata?
Il respingimento potrebbe essere legato agli accadimenti del 1911 quando l’Italia conquistò la Libia togliendola proprio alla Turchia? Vista la delicatezza della situazione, la mancanza del visto getta una brutta ombra sul nostro Ministero degli Esteri, quando e quale decisione prenderà in merito il responsabile del dicastero?