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Sono le di   Aggiornamento 29 luglio 2020
 

Il segretario UILA scrive al presidente della Regione Puglia


UILA PUGLIA: si riservino risorse Comunitarie per sostenere l’occupazione in agricoltura

BUONGIORNO: «Rivolgiamo un appello al Presidente Emiliano in considerazione della incrementata consistenza delle risorse disponibili nonché della maggiore elasticità manifestata dalle Istituzioni Europee sia sul PSR che sul FSE in ordine alle azioni di sostegno all’occupazione: tra il 2018 e il 2019 il settore agricolo in Puglia ha perso circa 8.000 posti di lavoro.».

di Redazione

Pietro Buongiorno, Segretario Generale UILA Puglia, con una missiva, indirizzata al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, chiede, che attraverso la riprogrammazione dei fondi strutturali Europei si dia sostegno anche ai braccianti agricoli, sottolineando: «La Uila di Puglia continua la sua battaglia in favore dei braccianti e lo fa rivolgendosi al Governatore della Regione cui fa appello il Segretario Generale, Pietro Buongiorno. “La decretazione di urgenza adottata a livello governativo ha previsto bonus per contribuire al reddito delle fasce più deboli, ma, purtroppo, in modo insufficiente ad incidere positivamente sul mantenimento dei livelli occupazionali nel settore.
Di qui l’urgenza di sostenere il lavoro agricolo dipendente, fermando l’allontanamento di una classe di lavoratori da questo settore, strategico per l'economia della nostra regione.
Avevamo, infatti, ribadito che non si tratta solo di una questione di dignità, ma anche di rispetto verso una comunità di lavoratori che presta la propria opera in un settore già di per sé fragile che non offre stabilità e solide garanzie, per di più martoriato da fenomeni calamitosi ed emergenze batteriologiche che hanno inciso fortemente sul numero degli occupati in particolar modo del settore olivicolo, vitivinicola e florovivaistico: tra il 2018 e il 2019 il settore agricolo in Puglia ha perso circa 8.000 posti di lavoro.
Per questo rivolgiamo un appello al Presidente Emiliano in considerazione della incrementata consistenza delle risorse disponibili nonché della maggiore elasticità manifestata dalle Istituzioni Europee sia sul PSR che sul FSE in ordine alle azioni di sostegno all’occupazione
.».