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Sono le di   Aggiornamento 14 luglio 2020
 

Altro che "libertà di scegliere": quei 175.000 ragazzi "emigranti" rappresentano un danno enorme
"sul piano economico sociale e costano al Mezzogiorno tre miliardi di euro all'anno"

Due parole e due numeri a
chi si dispiace dello stop
all'emigrazione dei giovani
universitari del Sud

Aiutare i giovani a non partire (più) magari rafforzando le università meridionali non rappresenta la risoluzione della questione meridionale, ma di sicuro è un segnale positivo. Altro che "libertà di scegliere": se quei ragazzi se ne vanno è perché al Sud da oltre 150 anni non hanno quello che gli spetta e che classi dirigenti non gli hanno mai assicurato.

di Redazione

Gennaro De Crescenzo, scrittore e docente, sulla sua pagina facebook, ha pubblicato in un post alcune riflessioni relative alle mancate migrazioni di studenti da Sud a Nord che non sembrano far felice il Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica, Gaetano Manfredi, spiegando così il femoneno: «Alcune regioni del Sud stanno sostenendo i ragazzi del Sud per non farli emigrare nelle università del Nord con ottimi provvedimenti e riduzioni delle tasse e dei costi dei servizi soprattutto in Sicilia e in Puglia. "Così non si garantisce la libertà di scelta: è un principio di diseguaglianza, lontano da una logica di uniformità nazionale". Sono le parole del Ministro Gaetano Manfredi, campano, già Rettore dell'Università Federico II.
Caro ministro, lei parla di "uniformità nazionale e di diseguaglianza" se le regioni (dopo i drammi di partenze e rientri durante l'emergenza) tentano di fare qualcosa per evitare eventualmente quei drammi ed iniziare l'inversione di una tendenza che vede i giovani meridionali emigrare da oltre 150 anni.
Caro ministro, quale uniformità&eguaglianza ritrova nei dati di queste emigrazioni universitarie e lavorative che stanno desertificando il Sud?
Quale uniformità&eguaglianza tra quei giovani ai quali da oltre 150 anni spetta la metà dei diritti, del lavoro, dei servizi o delle speranze di quelli del resto dell'Italia e dell'Europa?
Quale uniformità&eguaglianza in quel 42,3% di risorse destinate alle università del Nord a fronte di quel 30% destinato a quelle del Sud?
Quale uniformità& eguaglianza tra quei 400 milioni assegnati a Padova o a Bologna e i 100 assegnati in Calabria?
Aiutare i giovani a non partire (più) magari rafforzando le università meridionali non rappresenta la risoluzione della questione meridionale ma di sicuro è un segnale positivo. Altro che "libertà di scegliere": se quei ragazzi se ne vanno è perché al Sud da oltre 150 anni non hanno quello che gli spetta e che classi dirigenti (politici o "formatori") non gli hanno mai assicurato.
Se le università del Sud risultano agli ultimi posti in tante classifiche le colpe saranno di politici, docenti e rettori e di certo non di quei ragazzi. Altro che "libertà di scegliere": quei 175.000 ragazzi "emigranti" rappresentano un danno enorme "sul piano economico sociale e costano al Mezzogiorno tre miliardi di euro all'anno" (Svimez). Forse è questo il motivo per il quale i rettori del Nord non sono molto felici di queste mancate emigrazioni ed è il motivo per il quale un ministro campano e italiano dovrebbe esserlo, se vogliamo finalmente e veramente iniziare ad assicurare pari diritti al Nord come al Sud.
».

FONTE:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1638223396344660&id=254565204710493
https://www.facebook.com/ilnuovosud/photos/a.1566940920139575/1638223349677998/?type=3&theater