Sono le di Aggiornamento 8 luglio 2020 |
I trasferimenti volontari di sede non vengono presi in considerazione dall'azienda,
perché si attende che queste persone si licenzino...
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SLG-CUB POSTE: «L'azienda continua scientemente ad assumere sempre nuovi precari, invece di attuare i trasferimenti di sede richiesti e stabilizzare i vecchi precari che lo chiedono, perché sa che sfruttando i nuovi spende meno soldi e quindi, economicamente, ricava di più. Denunciamo, da anni, questa strategia speculativa economica...».
di Redazione
Nel comunicato stampa a firma del sindacato SLG-CUB POSTE, inviato agli organi di informazione, relativo ai trasferimenti volontari, si legge: «I trasferimenti volontari di sede, chiesti dai lavoratori e dalle lavoratrici di Poste Italiane, per motivi seri ed esistenziali, non vengono presi in considerazione dall'azienda, perché si attende che queste persone si licenzino, travolte dalla disperazione e dall'insostenibilità della loro situazione, come già fatto da chi non ha resistito.
Per esempio, c'è chi vive separato dalla propria famiglia anche da oltre 10 anni (situazione umanamente precaria e straziante, oltre che economicamente insostenibile), e c'è pure chi deve percorrere ogni giorno centinaia di chilometri per lavorare (situazione economicamente rovinosa, oltre che, logicamente, stressante).
In questo modo, nel pieno dell'esasperazione di questi lavoratori, l'azienda può disfarsi di personale che ha i propri diritti maturati, per continuare e ampliare lo sfruttamento dei lavoratori precari, assunti con contratti a scadenza, che non hanno quei diritti. Si tratta, dunque, di una situazione che vede la sostituzione di personale con diritti con personale senza diritti.
Allora, bisogna essere chiari.
L'azienda continua scientemente ad assumere sempre nuovi precari, invece di attuare i trasferimenti di sede richiesti e stabilizzare i vecchi precari che lo chiedono, perché sa che sfruttando i nuovi spende meno soldi e quindi, economicamente, ricava di più.
Ecco perché SLG-CUB POSTE denuncia, da anni, questa strategia speculativa economica, in modo che chi ha la responsabilità politica della Repubblica Italiana, "fondata sul lavoro", e cioè maggioranza di governo e opposizione parlamentare, si vergogni di avere lasciato che in un'azienda come Poste Italiane si possa arrivare a questi estremi indecenti.
Inoltre, per SLG-CUB POSTE, il diritto ai trasferimenti deve essere inserito nel contratto nazionale di lavoro, con criteri logici e oggettivi, e non lasciato in balia delle strategie speculative aziendali, mentre deve finire il ricorso di comodo allo sfruttamento di nuovi precari, stabilizzando così quelli che hanno lavorato e servito la collettività, riconoscendo loro la dignità di un lavoro serio. Sono concetti ovvi e naturali, fondati sul criterio centrale della giustizia, senza discriminazioni, ma che, per essere applicati, hanno bisogno della fine di tutte le complicità politiche, che coprono da anni questa situazione vergognosa.
Peraltro, con questo andamento, oltre il 50% del personale di Poste Italiane è stato mandato via, in pensione incentivata o licenziato. Così, sono stati pagati meno stipendi e sono aumentati gli utili, per i soci aziendali privati. I rappresentanti del sistema politico italiano sono contenti. Meno contenti gli utenti, che, in carenza di organico, si sono trovati a subire il vergognoso sistema di consegna della posta "a giorni alterni e rarefatti" nonché la chiusura e la sparizione di un numero sempre crescente di uffici postali, su tutto il territorio nazionale. In pratica, oggi Poste Italiane produce precarietà per tutti, per i lavoratori così come per la collettività.».