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Sono le di   Aggiornamento 7 maggio 2020
 

Dopo che la della Corte di Appello di Roma ha statuito che
la Democrazia Cristiana non si è mai estinta...


La DC diffida chiunque
usi impropriamente
nome e simbolo

«La DC chiede alle Prefetture, alle Questure e Polizia Postale territorialmente competenti, di utilizzare i propri poteri perché prendano provvedimenti interdittivi, per rendere effettiva la INIBIZIONE GIUDIZIALE di tali illegittimi e illegali comportamenti, che stanno generando una gran confusione tra i cittadini e nuociono alla credibilità della DC...».

di Redazione

Il Coordinatore provinciale della DEMOCRAZIA CRISTIANA, Nicola di Stefano, informa, circa una nota, del 3 maggio 2020, relativa alla difida a chiunque dell'utilizzo del simbolo della DC, firmata dal Segretario politico nazionale, Franco De Simoni, dal il Segretario amministrativov, Raffaele Cerenza, Coordinatore Nazionale Affari Regionali, Antonio Ciccarelli, in cui si legge: «Alla luce di incontri pubblici promossi da associazioni che usano impropriamente il nome e il simbolo della Democrazia Cristiana, il partito della Democrazia Cristiana DIFFIDA singoli soggetti e/o formazioni politiche dall'uso del nome "Democrazia Cristiana" e del simbolo dello scudo crociato in quanto beni immateriali del Partito. La DC, infatti, non è si è mai estinta, come da Sentenza n.1305 del 2009 della Corte di Appello di Roma, passata in giudicato a seguito di Sentenza n. 25999/10 delle Sezioni Unite della Cassazione la quale ha statuito che, nonostante la diaspora degli organi di vertice all’inizio del 1994, il partito della Democrazia Cristiana è restato in vita negli e con gli iscritti del 1993, anno dell’ultimo tesseramento.
Il Partito della Democrazia Cristiana ribadisce che la citata sentenza della Corte di Appello di Roma ha statuito che sia l'associazione di Angelo Sandri sia Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro (UDC), sia il Centro Cristiano Democratici (CCD), sia i Cristiani Democratici Uniti (CDU), sia il Partito Popolare Italiano (PPI), NON POSSONO essere identificati con la DEMOCRAZIA CRISTIANA “storica”, data la sopravvivenza di questa negli iscritti del 1993.
Sulla base della Sentenza della Corte di Appello summenzionata gli iscritti del 1993 si sono riuniti in Assemblea Costituente il 12 ottobre 2019, previa convocazione a mezzo di pubblici proclami pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 5 settembre 2019, parte 2°, ridando vita alla Democrazia Cristiana storica ed eleggendo le cariche di vertice.
Dato che soltanto gli iscritti alla DC nel 1993 avrebbero potuto ridare vita alla DEMOCRAZIA CRISTIANA, come è stato fatto, ogni altra formazione che si fregia o voglia fregiarsi del nome Democrazia Cristiana ed utilizzarne il simbolo, lo fa illegittimamente.
Nonostante il suddetto giudicato della Corte di Appello di Roma, che HA STATUITO che la DEMOCRAZIA CRISTIANA non si è MAI estinta ed è sopravvissuta negli iscritti del 1993, e nonostante che con la Assemblea Costituente del 12 ottobre 2019 la DC abbia trovato continuità sulla base di un percorso giuridico suggerito dalle sentenze suindicate, vi sono formazioni che insistono nel definirsi “Democrazia Cristiana”.
Per quanto riguarda l'associazione di Renato Grassi, l’identificabilità della sua associazione con la Democrazia Cristiana è stata esclusa da due Sentenze passate in giudicato (la n.14046/2014 e la n. 17831/2015, entrambe del Tribunale di Roma, Sez. terza Civile; la Sentenza del Consiglio di Stato, Sez. terza, n.2629/2019; la decisione del 12 aprile 2019 dello Ufficio Elettorale della Corte di Cassazione). Nonostante l’Associazione di Renato Grassi non potesse qualificarsi legittimamente Democrazia Cristiana, ha proceduto al tesseramento previo versamento da parte di ogni nuovo iscritto della somma di euro 10.
Alla luce di quanto esposto, abbiamo chiesto e chiediamo l’intervento delle Autorità preposte perché si adoperino per far cessare l’illegittimo uso del nome "Democrazia Cristiana" e del suo simbolo impedendo ovunque, qualsiasi ulteriore iniziativa con tale denominazione.
Per quanto riguarda invece l’Associazione di Angelo Sandri vi è una situazione ancora più grave. Questi nonostante la Sentenza del Tribunale Civile di Roma n. 19113/2009, confermata dalla Corte di Appello di Roma con Sentenza n. 805 del 2017, passata in giudicato a seguito di Sentenza n. 18746/19 della Corte di Cassazione del 2019, che ha dichiarato inammissibile il suo ricorso e gli fosse stato INIBITO DI UTILIZZARE la denominazione Democrazia Cristiana ed il relativo acronimo DC, non solo continua ad utilizzare per la sua Associazione questo nome e il simbolo, ma sta procedendo al tesseramento, previo pagamento di somme differenti a seconda dei casi, proclamandosi indebitamente Segretario politico della DC.
La Democrazia Cristiana, sulla scorta di quanto emerso nei provvedimenti giudiziari, ha subito e subisce un grave danno politico e d'immagine dall’operato di organismi e uomini non legittimati.
La Dc chiede, sia alle Prefetture che alle Questure e Polizia Postale territorialmente competenti, di utilizzare i propri poteri perché prendano provvedimenti interdittivi, per rendere effettiva la INIBIZIONE GIUDIZIALE di tali illegittimi e illegali comportamenti.
Le iniziative Illegittime e illegali stanno generando non solo una gran confusione tra i cittadini, ma nuociono gravemente alla credibilità della ricostituita Democrazia Cristiana che desidera essere presente sulla scena politica come un partito fatto di persone che desiderano operare con spirito di servizio per la realizzazione del bene comune, per migliorare la qualità della vita di ogni persona e per rendere la nostra società più equa, più aperta, più collaborativa e non ultimo, più libera
.».