Sono le di Aggiornamento 25 aprile 2020 |
In una nota stampa lo sfogo del Presidente del Comitato Terra Nostra Gargano
![]() |
|
SIORINI: «In particolar modo gli allevatori da carne che oltre a veder andar in fumo quel poco di guadagno dalla vendita degli agnelli, non vengono riconosciuti come azienda di produttori di latte, e tutto questo lo dobbiamo, in primis ad una politica incapace di conoscere la tematica delle varie aziende di allevamento...».
di Redazione
In una nota stampa, più sfogo, a firma di Saverio Siorini, Presidente del Comitato Terra Nostra Gargano, che vedendo il perdurare inesorabilmente della caduta di ciò che un tempo era il fiore all’occhiello della Puglia, tuonante come un boato assordante, dal Gargano alla Murgia, passando per il Salento, fino a fermarsi allo Jonico, la produzione di formaggi, caciotte, ricotta, carne, prodotti, un tempo, invidiati dall’Italia e dal Mondo intero, «si un tempo, perché grazie ad Emiliano e i Sindacati con le strategie aziendali tutto ormai sta per finire», come dice Siorini nella sua nota, sottolineando: «Solo risorse alle aziende del settore lattiero caseario è ciò che interessa in parte a Emiliano e, che un’opposizione (consigliere FI, Domenico Damascelli) sta in qualche modo evidenziando e migliorando, danni da cinghiali, Lupi, restrizioni dai Parchi Nazionali presenti sul territorio, aumento dei costi di gestione, approfittatori e sciacalli acquirenti nelle vesti di grossista del momento, vendita a costo della sopravvivenza, pagamenti a “Babbo morto“ e parliamo di 90/120 gg. ecco questa è la VERA situazione degli allevatori, ma in particolar modo gli allevatori da carne che oltre a veder andar in fumo quel poco di guadagno dalla vendita degli agnelli, non vengono riconosciuti come azienda di produttori di latte, e tutto questo lo dobbiamo, in primis ad una politica incapace di conoscere la tematica delle varie aziende di allevamento bovino-ovino-caprino, e mi riferisco ad una sinistra cieca come quella di Emiliano, una sinistra che negli ultimi 15 anni ha visto scomparire decine di aziende su tutto il territorio Pugliese e ha favorito decisioni forvianti con i Sindacati del settore, complici con aziende lattiero-casearie, leader territoriali, forti del potere d’acquisto, di comprimere e inascoltare le richieste d’aiuto provenienti da piccoli allevatori, di tendere la mano, loro che sono i portavoce dell’umiltà, del sacrificio, gente che il semplice €uro lo suda minuto per minuto accompagnato da un tozzo di pane e un pezzo di formaggio super stagionato.
Adesso ci si mette anche il problema di come tosare le pecore, infatti, questo tipo di specializzazione non è stato contemplato nel D.P.c.m. che non ha previsto lo spostamento dei tosatori per giusta motivazione, e se in un eventuale controllo presso un’azienda come si giustificheranno i soggetti?
E la necessità della salute degli animali, vogliamo considerarla?
Emiliano ha dimenticato, nella sua ultima delibera (con l’astuzia del tipico uomo di sinistra) che c’è una necessità durante il periodo di aprile e maggio e non solo le erbacce da estirpare, ma, ahimè, sia per lui che per il responsabile Gianluca Nardone, non rientrano tra le attività “indifferibili“. Emiliano vede le piccole aziende di allevatori come inutili, perché non produco abbastanza reddito, quel reddito che potrebbe incrementare le casse regionali (per scopi non di certo utili per la comunità), in passato e ancor tutt’oggi solo il movimento Politico l’Altra Italia è scesa affianco agli allevatori ( la manifestazione dell’8 marzo 2019 lo testimonia), ma nulla può, al momento, contro il regime comunista dittatoriale di Emiliano & Co.».