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Sono le di   Aggiornamento 24 aprile 2020
 

Uno studio pubblicato su Communications Biology risponde alla domanda


Per arricchire la biodiversita' potrebbe essere indispensabile chiudere alcune spiagge?

L’IRSA-CNR, in collaborazione con il Parco nazionale dell’Asinara e varie università, attravverso uno studio che ha usato tecniche di ecologia molecolare, dimostrano come la sabbia delle spiagge, apparentemente sterile, ospita in realtà una sorprendente diversità faunistica costituita da una miriade di microscopici e bizzarri animali, la meiofauna, la cui esistenza può essere minacciata dai turisti che semplicemente camminano sulla sabbia.

di Piero Mastroiorio

Alla domanda se sarebbe utile tenere, da parte di alcuni parchi e aree marine protette, spiagge completamente chiuse all’accesso di turisti a tutela della conservazione dell’ambiente, a danno delle attività turistiche, spesso fulcro dell’economia locale delle aree protette, sia utile ad arricchire la biodiversità di questi luoghi, tenta di rispondere uno studio internazionale, pubblicato sulla rivista Communications Biology, che rivela come la sabbia delle spiagge, apparentemente sterile, ospita in realtà una sorprendente diversità faunistica costituita da una miriade di microscopici e bizzarri animali, la meiofauna, la cui esistenza può essere minacciata dai turisti che semplicemente camminano sulla sabbia, curato e coordinato dall'IRSA-CNR, Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con il Parco nazionale dell’Asinara, l'IBIOM-CNR, Istituto di biomembrane, bioenergetica e biotecnologie molecolari del Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’infrastruttura LifeWatch Italia, le Università di Sassari, di Modena e Reggio Emilia ed altre straniere.
«Dal punto di vista della biodiversità, il nostro approccio integrato di analisi faunistiche ed ecologiche con metodi tradizionali e con metodi basati su DNA prelevato in ambiente ha dimostrato che, anche in una zona piccola come l’isola dell’Asinara, su un totale di circa 200 specie di invertebrati microscopici rinvenute nelle spiagge si registrano oltre 80 specie finora ignote”, “Questi alti livelli di biodiversità dimostrano quanto ancora poco sappiamo della vita che ci circonda, soprattutto per quanto riguarda animali microscopici che vivono nella sabbia e nei sedimenti. In mancanza di tale conoscenza diventa impossibile studiare le molteplici funzioni ecologiche fondamentali - trasformazione, riciclo e trasporto della sostanza organica ai vari livelli della rete trofica - svolte da tale specie e gli impatti esercitati su di loro dalle attività umane», spiegano Alejandro Martínez ed Ester Eckert del Cnr-Irsa.
«Dal punto di vista della gestione e conservazione ambientale, i risultati dello studio dimostrano come tenere alcune spiagge chiuse al pubblico sia una scelta fondamentale per mantenere elevati livelli di biodiversità, in particolare per permettere la diversificazione degli organismi microscopici che vivono nella sabbia e nei sedimenti marini litorali. Anche spiagge con minima affluenza turistica hanno dimostrato un cambiamento in vari parametri di ricchezza e composizione in specie, con un effetto maggiore in spiagge ad alta affluenza di turisti», sottolinea Vittorio Gazale, direttore del Parco nazionale dell’Asinara e coautore dello studio..
«Studi come questo, dove la ricerca di base viene applicata a sostegno delle decisioni politiche in campo ambientale, sono essenziali per fornire le basi di una corretta elaborazione di adeguati piani di gestione di parchi ed aree protette volti a limitare l’impatto umano in ambiente e potrebbero essere usati per comprendere gli effetti ambientali della diminuzione dell’impatto antropico a causa del lockdown durante l’emergenza 'COVID-19'», conclude Diego Fontaneto del Cnr-Irsa.