Sono le di Aggiornamento 23 aprile 2020 |
Risposta ad un Cittadino dopo la visione del filmato
andato in onda nella trasmissione “DRITTO E ROVESCIO”
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«Pregiato Cittadino, francamente, siamo stanchi dei contendenti dal pensiero scaltro che contorce le parole. Stanchi degli uomini del giorno dopo, dei padroni del giudizio a mente fredda, di quelli con il culo sempre al caldo e le tasche sempre piene, di quelli che non stanno al fronte e non conoscono la trincea.».
di Gaetano Insinna, Segretario Generale del SIM Guardia di Finanza
“Caro Cavaliere... in questo video ci siete anche voi finanzieri e come tutti quegli altri siete rimasti a guardare mentre…. si spogliava nudo davanti a voi... chiedo a tutti voi perché bastonate solo gli italiani mentre loro possono fare … (tutto ciò che vogliono)?…. perché non rispondete mai ai cittadini italiani?… lo gridava dal balcone di arrestarlo...”.
Pregiato Cittadino,
La ringrazio per la considerazione riservatami e Le dico già in questa breve premessa che ho visto anch’io il filmato andato in onda nella trasmissione “DRITTO E ROVESCIO” e, come noterà, rispondo al Suo messaggio senza avere la presunzione di parlare anche a nome delle altre Forze di Polizia presenti nel video.
Come ho già scritto in altri post ai Cari Amici, ai pregiati Cittadini, ai buonisti e ai sostenitori dell’accoglienza, non voglio addentrarmi nella descrizione analitica del fenomeno “immigrazione” e non vale neanche la pena di soffermarsi sul significato specifico dei termini che si legano all’emarginazione e alla subcultura violenta ai quali sono stati dedicati molti studi sociologici, specie a seguito dell’incremento dei fatti di cronaca che testimoniano un allarmante e diffuso malessere che si manifesta, spesso e volentieri, in comportamenti antisociali e, talvolta, criminosi di questi “sfortunati fratelli” che abbiamo il dovere di accogliere senza se e senza ma, altrimenti siamo razzisti e fascisti.
Poiché l’Italia sta vivendo, contemporaneamente, una gravissima crisi sanitaria, politico istituzionale, economica e sociale in ambito europeo, mi perdonerà se Le pongo le stesse semplici domande che ho avuto modo di porre in altri scritti:
1. perché Vi lamentate e perché vi meravigliate adesso di ciò che accade sotto gli occhi ben aperti dei magistrati e dei politici?
2. cosa pensa che dovrebbero fare le Forze di Polizia?
Dopo aver visto il servizio giornalistico il punto si presta alla domanda insidiosa:
Se questi “sfortunati fratelli” commettono crimini e spacciano a cielo aperto da anni e non li possiamo nemmeno toccare troppo perché ci denunciano, cosa pretendete?
Ribadisco il mio, forse inutile, pensiero sul tema rilevando e sottolineando che, ormai, tutto ciò che fanno le Forze di Polizia è opinabile. Alla luce di ciò, spero, voglia avere la compiacenza di comprendere la titubanza dei Colleghi presenti nella scena ad assumere specifiche iniziative.
Del resto, se le “Risorse” non vanno in galera per crimini ben più gravi e non hanno alcun timore delle Forze dell’Ordine, che sovente prendono a calci, schiaffi, morsi, sputi e coltellate, penso che continueranno a “sbattersene” altamente di Noi e delle Nostre leggi.
Pregiato Cittadino, La invito a dare sfogo alla Sua fantasia e a pensare a cosa avrebbero fatto le “Risorse” presenti in quella piazza e, soprattutto, i “buonisti all’occorrenza”, qualora i Colleghi avessero caricato sulla volante l’energumeno nudo senza averlo invitato, con dolcezza e senza alzare la voce per non torturarlo psicologicamente, a rispettare le disposizioni evitando assembramenti leggermente inopportuni…
Rifletta anche sul fatto che le “Risorse” sanno perfettamente che nessuno ci tutela quando operiamo e che c’è sempre qualcuno pronto a manifestare contro di Noi accusandoci di violenza, razzismo, fascismo e tutto ciò che vuole.
Come ho già scritto, credo che tutti i Cittadini debbano interessarsi alla sicurezza della vita individuale e collettiva nella Nostra bella Italia, quindi, mi sembra logico supporre che la libertà individuale e la sicurezza sociale siano dei valori propri della Nostra convivenza civile e che, pertanto, la politica e la magistratura dovrebbero smetterla di combattersi e dare delle regole d’ingaggio chiare, semplici, inequivoche alle Forze dell’Ordine.
Pregiato Cittadino, non so se riesce a cogliere il senso tragico del Nostro servire in un quadro dove ogni azione comprende costanti situazioni conflittuali, dove il formalismo della regola non basta più e disorienta chi onora le leggi ed esegue gli ordini.
Ad esempio, Le dico che pochi giorni fa una pattuglia della squadra volanti della questura di Agrigento si è fermata per identificare due individui di nazionalità nigeriana che, fregandosene altamente di rispettare le limitazioni imposte dal Governo per contenere la diffusione del Coronavirus, si sono dati appuntamento in mezzo alla strada per “socializzare” con alcuni amici, ma poi, sorpresi dai Colleghi, non hanno esitato ad aggredirli con violenza…
Anche perché l’inopportuna ed insensata richiesta di esibire i propri documenti di identità, francamente, era intollerabile!
Vuole sapere com’è andata a finire? Vuole altri dettagli?
Vuole davvero sapere qual’è l’esito di un intervento delle Forze dell’Ordine che ha turbato la serenità di un nutrito gruppo di extracomunitari che si era tranquillamente assembrato senza la minima preoccupazione di osservare le restrizioni oramai tipiche di questo difficile periodo per il nostro Paese?
Bene! Allora sappia che le due risorse, nonostante la contestazione dei reati di resistenza, oltraggio, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, sono stati successivamente sottoposti a giudizio direttissimo e che, dopo i domiciliari, il Gip del tribunale di Agrigento che ha convalidato il fermo, li ha condannati ad un semplice obbligo di firma.
Spero converrà che il Nostro è diventato un lavoro assai difficile dove non si può più decidere di eseguire semplicemente l’ordine ricevuto.
Ormai siamo oltre l’ordinario e dobbiamo saper decidere producendo azioni ed atti futuribilmente giusti benché contrari agli ordini ricevuti. Che spettacolo!
Pongo anche a Lei gli interrogativi che meriterebbero serie riflessioni da parte di Tutti coloro che pensano che le Forze dell’Ordine non facciano abbastanza:
Cosa possiamo fare se per la masturbazione sui pullman di linea l’articolo 527 del Codice penale, “atti osceni in luogo pubblico”, non è applicabile perché la “risorsa” si è dedicata all'opera di domenica?
Cosa possiamo fare se le motovedette della Guardia di Finanza sono speronabili quando interferiscono col lavoro delle O.N.G.?
Cosa possiamo fare se siamo considerati razzisti e fascisti quando tentiamo di controllare lo stato di salute di chi immigra clandestinamente nel nostro Paese?
Cosa possiamo fare se un nigeriano passeggia con una semplice accetta e si diverte a sfasciare macchine e vetrine?
Cosa possiamo fare se quella stessa “risorsa”, dopo aver aggredito i passanti e i carabinieri che tentavano di riportarlo alla ragione, è considerato solo un buontempone?
Cosa possiamo fare se una “risorsa” spaccia droghe di varia natura, ma non è perseguibile se quella è la sua unica fonte di reddito?
Cosa possiamo fare se, dopo aver accoltellato a morte un Carabiniere, vengono indagati i suoi Colleghi perché hanno ammanettato l’omicida con le mani dietro la schiena e lo hanno orribilmente bendato?
Cosa possiamo fare se l’aggravante per aver agito con crudeltà non è applicabile al galantuomo che uccide la propria moglie con una trentina di coltellate, perché voleva essere sicuro che fosse morta?
Cosa possiamo fare se dopo aver seppellito viva una ragazza incinta di suo figlio, il gentiluomo può uscire rapidamente dal carcere in permesso premio?
Cosa possiamo fare se ogni vicenda costituisce il paradigma del conflitto morale dove la scelta non è più tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, tra il bianco e il nero, ma tra le varie sfumature di grigio?
Il grigio dell’inespresso della legge che si esprime, sempre a posteriori, nei giudizi assai diversi che esaltano l’arbitrio di convincimenti che si smentiscono da soli nella pluralità delle sentenze.
Nella tragedia l’umano sperimenta il limite delle sue convinzioni e, in questo caso, delle istituzioni che non riescono più a conciliare la morale astratta e la morale effettiva. Il senso e la misura del reale.
Se si mantiene la consapevolezza che le norme sono essenziali alla società, dall’altra parte risulta ovvio che nessuna azione è uguale all’altra e che, dunque, il momento deontologico non può avere l’ultima parola nella risoluzione dei conflitti.
Il problema risiede, quindi, nel fatto che i principi di giustificazione di una regola morale o giuridica lasciano intatti i problemi della sua applicazione.
Pregiato Cittadino, se pensa che sia solo colpa della Nostra inadeguatezza può continuare a godersi i filmati che esaltano il Nostro indietreggiare, senza porsi le domande che La spingerebbero a guardare altrove…
Noi, francamente, siamo stanchi dei contendenti dal pensiero scaltro che contorce le parole. Stanchi degli uomini del giorno dopo, dei padroni del giudizio a mente fredda, di quelli con il culo sempre al caldo e le tasche sempre piene, di quelli che non stanno al fronte e non conoscono la trincea.
Anche per Lei, spero, sia giunto il tempo di prendere atto che, sempre più spesso, quando crediamo di operare al meglio, eseguendo gli ordini con il buonsenso e la ragione, anche nelle situazioni più complesse, ci rendiamo conto della distanza che ci separa dal giudizio.
Se è vero che ognuno può chiedersi quale giustizia si merita, mi sembra corretto lasciare a Lei la parola, la riflessione e il giudizio sull’intero sistema.
Rivolgo il mio saluto a Lei e a tutti gli italiani che amano la Patria e onorano la Bandiera, sperando in un futuro migliore, sicuro, giusto.