Sono le di Aggiornamento 3 aprile 2020 |
SAN SEVERO:
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Signor sindaco, ha chiesto garanzie sufficienti e tranquillizzati sul fatto che una volta terminata questa maledetta, per alcuni, benedetta per altri, emergenza “Covid-19”, tutto torni come prima? La città che amministra, i comuni limitrofi e quanti avevano come riferimento per gestanti e nascituri il reparto sanseverese, non meritano un “pesce d’aprile”.
di Piero Mastroiorio
Grazie signor sindaco. Grazie a nome di tutti i sanseveresi e i cittadini dei paesi limitrofi, che stanno ridendo di gusto, per la celebrazione mediatica pomposa della sua vittoria di Pirro. Una Vittoria a metà, che lascia in bocca il gusto amaro della sconfitta per l’organizzazione del "Punto Nascita" del Presidio Ospedaliero di San Severo, nata «per far fronte alle criticità dall’emergenza in corso» e a quanto pare in linea con «le disponibilità fornita dai Medici Pediatri per la copertura dei turni di servizio, per garantire eventuali urgenze indifferibili e tutte le attività che potrebbero presentarsi in questa fase emergenziale presso il Punto Nascita di San Severo.».
Veramente tiene conto di questo? Se un bambino una volta dimesso dalla struttura sanseverese, che ha perso pediatria, dovesse sentirsi male dove va, a Foggia, San Giovanni o a Cerignola?
Nel caso si scelgano i primi due posti il bambino ed il genitore finirebbero in una “struttura Covid”, accolti in una tenda, dove potrebbero essere infettati, mentre, nel caso si optasse per una struttura “non Covid” e si sceglie, di conseguenza, di percorrere 70 km ed affrontare il pericolo della distanza ed il tempo non sufficiente a percorrerlo per un eventuale urgenza.
La vittoria è a metà, attesa la disposizione arrivata dalla Dirigenza testualmente: «La condivisione degli spazi attualmente occupati dalla U.O. di Pediatria e Neonatologia da parte della U.O. di Ostetricia e Ginecologia al fine di:
• una più stretta collaborazione e garantire la presa in carico materno-infantile;
• Migliorare la sicurezza di percorsi diagnostico-terapeutici in questa fase emergenziale;
Si dispone, altresì, il mantenimento di n. 7 p.l. di Ostetricia Ginecologia con la seguente dotazione di personale: 6 Dirigenti Medici, 10 C.P.S. Ostetriche e 10 C.P.S. Infermieri;
L’assistenza neonatale sarà garantita dalla presenza di n. 2 Dirigenti Pediatri dipendenti e con la collaborazione dei n. 2 Pediatri del P.O. di Manfredonia e del Consulente proveniente dall’I.R.C.C.S. Casa Sollievo della Sofferenza.».
Signor sindaco ha chiesto che fine farà il personale medico ed infermieristico, avevamo, se non ricordo male, oltre ai 24 letti, 13 Ostetriche, 15 Infermieri, 9 Medici, 6 Infermiere di Neonatoliga? In quale presidio sarà collocato?
Signor sindaco, la chiusura definitiva del Reparto è solo rimandata nel tempo?
Signor sindaco ricorda che il presidio ospedaliero è da anni oggetto di tentativi di chiusura e che spesso bisogna correre in suo soccorso per evitare la chiusura di questo e quel reparto?
Signor sindaco, non crede, che, se dovessero “scavalcarla” una seconda volta ci potremmo trovare, come da più parti si vocifera, declassati da 1° Livello a Ospedale di Base?
Signor sindaco, ha chiesto garanzie sufficienti e tranquillizzati sul fatto che una volta terminata questa maledetta, per alcuni, benedetta per altri, emergenza “Covid-19”, tutto torni come era prima?
Signor sindaco, mi sono rivolto a lei per la carica istituzionale, è il massimo organo cittadino per sanità e sicurezza, non dimentichi il periodo in cui si è svolta tutta la faccenda, il 1 aprile 2020, lei, la città che amministra, i comuni limitrofi e quanti avevano come punto di riferimento per le gestanti ed i nascituri il reparto sanseverese, non meritano il “pesce d’aprile” di una vittoria a metà.