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Sono le di   Aggiornamento 1 aprile 2020
 

SAN SEVERO:


chiusura reparto ostreticia:
PESCE D'APRILE ALLA CAPITANATA?

CARTELLI: «...se dovesse riconfermarsi Presidente della Regione Puglia avrebbe una seria gatta da pelare: il costo che la Sanità pugliese dovrebbe sopportare per pagare i parti e, quant’altro, alla Regione Molise per questa sua Gentile e scellerata scelta. Noi de l'Altra Italia urliamo tutto il nostro disappunto. Il Tavoliere deve avere ancora il suo reparto a San Severo. Lì vogliamo che continuino a nascere i figli di questa generosa terra...».

di Piero Mastroiorio

Ritornando sul problema della “chiusura temporanea” dell’Unità di Ginecologia e Pediatria dell’ospedale di San Severo, dopo aver ricevuto alle ore 14,08 di oggi, 1 aprile 2020, dall’Addetto Stampa del Comune, un comunicato ufficiale dove il sindaco di San Severo, avv. Francesco Miglio, dice di aver chiesto «formalmente di voler rivedere la decisione assunta in data 29 marzo 2020 e di voler adottare con ogni urgenza un nuovo provvedimento che tenga conto della necessità di continuare ad avere l’indispensabile punto di riferimento in ospedale a San Severo dei reparti innanzi citati», ci corre l’obbligo porle alcune domande, che le abbiamo inviato via email allo stesso Addetto Stampa del Comune e, soprattutto, al suo silente porta voce, anche se avremmo voluto porgliele di persona, ma, atteso il periodo grave che stiamo vivendo, non è proprio consigliabile una conferenza stampa sul caso e non sempre una teleconferenza ha l’immediatezza ed il valore dello critto, come lei ben sa l’interpretazione si presta malamente alla risoluzione dei problemi: signor sindaco, lei dice che non era a conoscenza di quanto stava accadendo e di quanto è accaduto, bene, si dice che questa mattina aveva un incontro sul problema, perchè ha disertato l’incontro con i rappresentanti dell’unità soppressa dell’Ospedale, poteva essere un ottimo momento per sapere, visto che come lei stesso ha dichiarato la scavalcano?
Ha chiesto riguardo le emergenze-urgenze di natura ostetrico-ginecologiche, che si sviluppano in brevissimo tempo, possono essere pericolosissime per la madre ed il bambino?
Ha chiesto riguardo l’assenza di un adeguato e specifico supporto immediato presso un reparto di ginecologia, quello che lei ha scoperto essere stato chiuso a sua insaputa, potrebbe mettere in seria difficoltà anche l’operato del personale chiamato ad intervenire, con le conseguenze del caso, dopo un viaggio di 70 km?
Signor sindaco, perché, a fronte della istituzione di poli di riferimento attivi di chirurgia generale e di ortopedia non siano state considerate né valutate le emergenze legate ai parti, e non solo, non sia stato previsto un “punto-nascite”?
Signor sindaco, atteso l’accorpamento San Severo-Cerignola del reparto ginecologia, perché è stato necessario creare a Cerignola una task-force di ginecologi ed ostetriche per assicurare assistenza allo stesso numero di pazienti e perché si indirizza la maggior parte di quelli del Nord Gargano verso i presidi più vicini, cioè, Foggia e San Giovanni Rotondo?
Signor sindaco, sa che le pazienti, eventualmente chi le accompagna, nel caso di visita, asintomatici al ‘Covid-19, diretti verso questi ospedali potrebbero determinare un esodo dello stesso virus e la sua propagazione?
Signor sindaco è a conoscenza che i nosocomi di Foggia e San Giovanni Rotondo sono definiti Ospedali Covid, per cui si potrebbe pensare un verosimile e probabile alto rischio di contagio per la popolazione tutta?
Signor sindaco, ha chiesto ai suoi diretti superiori regionali una possibile soluzione che preveda una ottimizzazione delle offerte ospedaliere della rete provinciale?
Signor sindaco, ha pensato all’assicurazione della salute delle pazienti, dei neonati e, non ultimo, atteso che lei è pure avvocato, la salvaguardia dei risvolti medico-legali che potrebbero coinvolgere il personale sanitario?
Signor sindaco, è a conoscenza della richiesta del Dirigente del Reparto al Direttore Generale ASL, con la richiesta di un accordo contenente una casistica di risoluzione del problema soddisfacente per tutti?
Signor sindaco, sa che si potrebbe risolvere il problema abbassando dagli odierni 24 ad 8 letti?
Signor sindaco, ha ascoltato, nel caso non lo avesse fatto ci dica perché, il Dirigente medico del reparto che ha sottoposto a chi di dovere un suo progetto contenente un buon compromesso per soddisfare le ‘esigenze Covid’, del Piano organizzativo regionale e, soprattutto, del bisogno sanitario della popolazione, che lei ben saprà, essere “incazzatissima”, ci passi il termine, richiesto dal bacino di utenza composto dai comuni limitrofi e dalla sua Città, che più che amministrata sembra essere “disamministrata”, atteso i suoi, ormai troppi “non so” e gli scavalcamenti subiti?
Signor sindaco ed eventuali interessati, un’ultima domanda che ci poniamo in molti: se la popolazione-utente al posto di percorrere 70 km decidesse di farne 56 e si recasse nella vicina Termoli che fine farebbero Piani sanitari regionali ed eventuali ‘accordi elettorali’ che la voce di popolo ventila a mo’ di tornado?
Questa risposta l’anticipiamo pubblicando, tra le molte ricevute, quella data dal Segretario nazionale di ‘Altra Italia’, Mino Cartelli, che su interessamento, di Felicetta Tartaglia, Segretario regionale di Altra Italia, ha così risposto: «Da quando si è appreso, che, colpa del coronavirus o meno, i bimbi del Tavoliere non possono più venire alla luce a San Severo, bensì a Cerignola, per decreto e volontà della dirigenza ASL, una decisione presa in un momento in cui, tutti in casa, cioè, quando nessuno può manifestare il proprio disappunto, sa di pazzia. Esaminando i fatti: si chiude ginecologia e, quindi, a breve, anche i reparti connessi, per la terapia intensiva e sub intensiva. Intanto i nascituri del Tavoliere devono andare a Cerignola, perché così è stato deciso. 70 km contro 56 non valgono, qualche voto elettorale, se si trattasse di questo, del solito cattocomunista che per avere un appoggio Gentile alle prossime regionali adotta scelte scellerate. Ovvio, che se dovesse riconfermarsi Presidente della Regione Puglia avrebbe una seria gatta da pelare: il costo che la Sanità pugliese dovrebbe sopportare per pagare i parti e, quant’altro, alla Regione Molise per questa sua Gentile e scellerata scelta. Noi de l'Altra Italia urliamo tutto il nostro disappunto. Il Tavoliere deve avere ancora il suo reparto a San Severo. Lì vogliamo che continuino a nascere i figli di questa generosa terra. “quando lo stato non fa l'interesse del cittadino, é il cittadino che diventa stato”, diceva lo storico segretario del MSI, persona d’altri tempi e altro spessore politico, Giorgio Almirante, oggi il nostro Stato non fa gli interessi del cittadino, ma solo di pochi Gentili... Pertanto è il momento che noi cittadini diventiamo Stato.».
Signor sindaco non faccia che sia uno scherzo da pesce d’aprile, non sarebbe preso bonariamente!