edonali8
Sono le di   Aggiornamento 20 marzo 2020
 

...a tutti gli italiani che amano la Patria e onorano la Bandiera,
sperando in un futuro migliore, sicuro, giusto.

CORONAVIRUS: lamentele sul
perche' gli immigrati se ne fregano delle disposizioni e si assembrano in ogni dove?

Alle tante domande poste una sola risposta: se è vero che ognuno può chiedersi quale giustizia si merita, sembra corretto lasciare a Voi la parola, la riflessione e il giudizio sull’intero sistema...

di Gaetano Insinna - Segretario Generale del SIM Guardia di Finanza

Cari Amici, pregiati Cittadini, buonisti e sostenitori dell’accoglienza,
non voglio addentrarmi nella descrizione analitica del fenomeno “immigrazione” e non vale neanche la pena di soffermarsi sul significato specifico dei termini che si legano all’emarginazione e alla subcultura violenta ai quali sono stati dedicati molti studi sociologici, specie a seguito dell’incremento dei fatti di cronaca che testimoniano un allarmante e diffuso malessere che si manifesta, spesso e volentieri, in comportamenti antisociali e, talvolta, criminosi di questi “sfortunati fratelli” che abbiamo il dovere di accogliere senza se e senza ma, altrimenti siamo razzisti e fascisti.
Poiché l’Italia sta vivendo, contemporaneamente, una gravissima crisi sanitaria, politico istituzionale, economica e sociale in ambito europeo, mi perdonerete se Vi pongo io alcune semplici domande:
1. perché Vi lamentate e perché vi meravigliate adesso di ciò che accade sotto gli occhi ben aperti dei magistrati e dei politici?
2. cosa dovrebbero fare le Forze di Polizia?
Se questi “sfortunati fratelli” commettono crimini e spacciano a cielo aperto da anni e non li possiamo nemmeno toccare troppo perché ci denunciano, cosa pretendete?
Poiché tutto ciò che fanno le Forze di Polizia è opinabile, comprendo perfettamente la titubanza dei Colleghi ad assumere specifiche iniziative sul tema.
Del resto, se non vanno in galera per crimini ben più gravi e non hanno alcun timore delle Forze dell’Ordine, che sovente prendono a calci, schiaffi, morsi, sputi e coltellate, penso che continueranno a “sbattersene” altamente di Noi e delle Nostre leggi.
Date sfogo alla Vostra fantasia e chiedetevi cosa faranno se una pattuglia li inviterà, gentilmente e senza alzare la voce per non torturarli psicologicamente, a rispettare le disposizioni evitando assembramenti leggermente inopportuni?
Come minimo ci sputeranno sulla volante… anche perché sanno perfettamente che nessuno ci tutela quando operiamo e che c’è sempre qualcuno pronto a manifestare contro di Noi accusandoci di violenza, razzismo, fascismo e tutto ciò che volete...
Come ho già scritto, credo che tutti i Cittadini debbano interessarsi alla sicurezza della vita individuale e collettiva nella Nostra bella Italia, quindi, mi sembra logico supporre che la libertà individuale e la sicurezza sociale siano dei valori propri della Nostra convivenza civile e che, pertanto, la politica e la magistratura dovrebbero smetterla di combattersi e dare delle regole d’ingaggio chiare, semplici, inequivoche alle Forze dell’Ordine.
Non so se riuscite a cogliere il senso tragico del Nostro servire in un quadro dove ogni azione comprende costanti situazioni conflittuali, dove il formalismo della regola non basta più e disorienta chi onora le leggi ed esegue gli ordini.
Siamo stanchi dei contendenti dal pensiero scaltro che contorce le parole.
Stanchi degli uomini del giorno dopo, dei padroni del giudizio a mente fredda, di quelli con il culo sempre al caldo e le tasche sempre piene, di quelli che non stanno al fronte e non conoscono la trincea.
C’è ancora qualcuno in grado di fornirci gli strumenti per decidere e agire bene?
L’agire bene e correttamente con regole certe ci restituirebbe la serenità che manca al nostro decidere al momento.
Cari Amici, pregiati Cittadini, buonisti e sostenitori dell’accoglienza, credo sia giunto il tempo di prendere atto che, sempre più spesso, quando crediamo di operare al meglio, eseguendo gli ordini con il buonsenso e la ragione, anche nelle situazioni più complesse, ci rendiamo conto della distanza che ci separa dal giudizio.
Il Nostro è diventato un lavoro assai difficile dove non si può più decidere di eseguire semplicemente l’ordine ricevuto.
Ormai siamo oltre l’ordinario e dobbiamo saper decidere producendo azioni ed atti futuribilmente giusti benché contrari agli ordini ricevuti. Che spettacolo!
Cosa possiamo fare se per la masturbazione sui pullman di linea l’articolo 527 del Codice penale, “atti osceni in luogo pubblico”, non è applicabile perché la “risorsa” si è dedicato all'opera di domenica?
Cosa possiamo fare se le motovedette della Guardia di Finanza sono speronabili quando interferiscono col lavoro delle O.N.G.?
Cosa possiamo fare se siamo considerati razzisti e fascisti quando tentiamo di controllare lo stato di salute di chi immigra clandestinamente nel nostro Paese?
Cosa possiamo fare se un nigeriano passeggia con una semplice accetta e si diverte a sfasciare macchine e vetrine?
Cosa possiamo fare se quella stessa “risorsa”, dopo aver aggredito i passanti e i carabinieri che tentavano di riportarlo alla ragione, è considerato solo un buontempone?
Cosa possiamo fare se una “risorsa” spaccia droghe di varia natura, ma non è perseguibile se quella è la sua unica fonte di reddito?
Cosa possiamo fare se, dopo aver accoltellato a morte un Carabiniere, vengono indagati i suoi Colleghi perché hanno ammanettato l’omicida con le mani dietro la schiena e lo hanno orribilmente bendato?
Cosa possiamo fare se l’aggravante per aver agito con crudeltà non è applicabile al galantuomo che uccide la propria moglie con una trentina di coltellate, perché voleva essere sicuro che fosse morta?
Cosa possiamo fare se dopo aver seppellito viva una ragazza incinta di suo figlio, il gentiluomo può uscire rapidamente dal carcere in permesso premio?
Cosa possiamo fare se ogni vicenda costituisce il paradigma del conflitto morale dove la scelta non è più tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, tra il bianco e il nero, ma tra le varie sfumature di grigio?
Il grigio dell’inespresso della legge che si esprime, sempre a posteriori, nei giudizi assai diversi che esaltano l’arbitrio di convincimenti che si smentiscono da soli nella pluralità delle sentenze.
Nella tragedia l’umano sperimenta il limite delle sue convinzioni e, in questo caso, delle istituzioni che non riescono più a conciliare la morale astratta e la morale effettiva. Il senso e la misura del reale.
Se si mantiene la consapevolezza che le norme sono essenziali alla società, dall’altra parte risulta ovvio che nessuna azione è uguale all’altra e che, dunque, il momento deontologico non può avere l’ultima parola nella risoluzione di conflitti.
Il problema risiede, quindi, nel fatto che i principi di giustificazione di una regola morale o giuridica lasciano intatti i problemi della sua applicazione.
Dico con la franchezza che m’appartiene: Noi non siamo più sicuri che la giustizia in Italia serva la legge e non siamo più sicuri che la legge sia giusta. Ergo, abbiamo sufficienti motivi per non fidarci della legge e dei giudici.
Giunti a questo punto, malmenati dai balordi e dai giudizi, screditati e insultati nelle piazze, responsabili e colpevoli a prescindere, mi dite, cortesemente, perché Vi lamentate delle Forze dell’Ordine di Bergamo che non si sarebbero precipitate ad invitare "le risorse" a non assembrarsi davanti alla stazione di Bergamo fregandosene bellamente delle disposizioni sul Covid-19?
Se è vero che ognuno può chiedersi quale giustizia si merita, mi sembra corretto lasciare a Voi la parola, la riflessione e il giudizio sull’intero sistema.
Rivolgo il mio saluto a tutti gli italiani che amano la Patria e onorano la Bandiera, sperando in un futuro migliore, sicuro, giusto.