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Sono le di   Aggiornamento 12 marzo 2020
 

Dopo l'ultimo decreto relativo alle attività lavorative


EMERGENZA CORONAVIRUS: attivita' commerciali,
chi chiude e chi resta aperto

Giuseppe Conte, nel dare l'elenco delle attività che dovranno chiudere, ha spiegato: «la regola madre rimane la stessa: dobbiamo limitare gli spostamenti a motivi di necessità, emergenza, o per fare la spesa... Se saremo tutti a rispettare queste regole usciremo in fretta da questa emergenza: il Paese ha bisogno della responsabilità di ciascuno di noi.».

di Redazione

Poco prima delle ore 22:00 di mercoledì 11 marzo 2020, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, informava, attraverso un video messaggio alla Nazione, di aver firmato un decreto che prevede, da oggi 12 marzo e fino al 25 marzo 2020, un’ulteriore chiusura di esercizi commerciali e la limitazione degli spostamenti delle persone alle esigenze davvero indispensabili come la spesa e i farmaci.
Nel discorso il premier ha spiegato che «la regola madre rimane la stessa: dobbiamo limitare gli spostamenti a motivi di necessità, emergenza, o per fare la spesa. L’effetto di questo grande sforzo lo potremo vedere tra un paio di settimane. Non bisogna pensare che già domani, nei prossimi giorni, potremo misurare l’impatto di queste misure. Se saremo tutti a rispettare queste regole usciremo in fretta da questa emergenza: il Paese ha bisogno della responsabilità di ciascuno di noi. Siamo parte di una medesima comunità: ognuno si giova dei propri e degli altrui sacrifici. Siamo una comunità di individui. Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci tutti poi. Tutti insieme ce la faremo.».
Secondo quando detto dal presidente del Consiglio resteranno chiuse fino 25 marzo 2020 , salvo seguenti disposizioni, le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, i mercati su strada, i bar, i pub, i ristoranti, i servizi di mensa che non garantiscono la distanza interpersonale di un metro, i reparti aziendali non indispensabili per la produzione: le industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere le proprie attività produttive a condizione che assumano misure di sicurezza adeguate ad evitare il contagio. Si incentiva la regolazione di turni di lavoro, ferie anticipate, chiusura dei reparti non indispensabili. Restano chiusi, invece, fino al 3 aprile, come da precedente decreto, musei, cinema, teatri, scuole e università.
Mentre, sempre secondo quanto detto dal premier Conte, resteranno aperte le attività commerciali legate alla vendita di generi alimentari e di prima necessità come panettiere, latteria, macellaio, ipermercati, supermercati, discount di alimentari, anche all’interno dei centri commerciali, farmacie, le parafarmacie, le edicole, i tabaccai, le lavanderie, con l’obbligo per tutti di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Resta consentito il commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici, la ristorazione con consegna a domicilio, nel rispetto di norme igienico sanitarie molto precise.
Restano aperti i ristoranti nelle aree di servizio stradali e autostradali e nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e negli ospedali, i servizi bancari, finanziari, assicurativi, pompe di benzina, idraulici, meccanici, artigiani.
Consentito anche il commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro e materiale elettrico e termoidraulico, articoli igienico-sanitari, articoli per l’illuminazione, articoli medicali e ortopedici, profumerie, piccoli animali domestici, ottica, saponi, detersivi, nonché, le attività del settore agricolo, zootecnico e di trasformazione agroalimentare.
Industrie e fabbriche continueranno le proprie attività a condizione che proteggano i lavoratori con protocolli di sicurezza speciali.