Sono le di Aggiornamento 2 marzo 2020 |
NAPOLI:
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MASSIMINI (AND): «Non vogliamo la gogna per il Carabiniere. Pronti ad offrire assistenza legale.».
PAOLONI (SAP): «La morte di un ragazzo è sempre una tragedia, ma inaccettabile è quanto accaduto subito dopo.».
di Redazione
Ancora incerta la dinamica degli ccadimenti della scorsa notte a Napoli dove un ragazzino di 15 anni ha tentato una rapina in danno di un Carabiniere di 23 anni, di stanza a Bologna, che ha fatto fuoco uccidendolo. Stando a quanto raccontato dal carabiniere, fuori servizio, sentito nella notte dal Pubblico Ministero che sta indagando, il ragazzino, con il volto coperto da un casco e da uno scaldacollo, si sarebbe affiancato alla sua auto, su cui c'era anche una ragazza, su uno scooter guidato da un’altra persona. A quel punto avrebbe estratto una pistola, pare, una replica in metallo e del tutto simile a quella in uso alle Forze dell'Ordine, puntandola alla tempia del militare. Quindi, il carabiniere, spaventato, dopo essersi qualificato, nonostante fosse libero dal servizio e in abiti civili, visto l’insistenza del ragazzino nel tentativo di rapinargli l’orologio, un Rolex, avrebbe impugnato la pistola d’ordinanza esplodendo alcuni colpi che hanno raggiunto il rapinatore al torace e alla testa.
Il ragazzo ferito è arrivato alle 5.30 al pronto soccorso dell'ospedale, accompagnato da alcuni amici, in condizioni critiche, tanto che nel corso dell'intervento chirurgico è morto. Appresa la notizia del decesso, i parenti del ragazzo hanno devastato il pronto soccorso, cosa che ha portato i sanitari dello stesso a decretarne la chiusura per i danni agli arredi, attrezzature, nonché per l'assenza delle condizioni igienico-sanitarie tali da permettere lo svolgimento delle attività assistenziali di emergenza in sicurezza sia per i pazienti che per gli operatori. Quindi, si segnalava anche una ‘stesa’ nelle vicinanze della Caserma Pastrengo, sede del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Napoli, dove numerosi scooter con uomini armati hanno fatto fuoco in aria.
Stefano Paoloni, Segretario Generale del SAP, Sindacato Autonomo di Polizia, in merito all’accaduto, tiene a sottolineare: «La morte di un ragazzo è sempre una tragedia, ma inaccettabile è quanto accaduto subito dopo. La nostra più sincera solidarietà va all’Arma dei Carabinieri e al personale sanitario del Pronto Soccorso dell’Ospedale Pellegrini.
Nessuna giustificazione può essere trovata nei confronti di chi aggredisce il personale addetto al soccorso pubblico. E’ inaccettabile distruggere un pronto soccorso e sparare verso una caserma. Auspichiamo che tutti condannino questi gesti vili, intimidatori e di sfida allo Stato. Per chi usa violenza, oltraggio e resistenza a pubblici ufficiali e agli addetti del Soccorso Pubblico, oltre a pene più severe, auspichiamo sia prevista anche la sanzione accessoria dell’obbligo di dover svolgere servizi di pubblica utilità. Provare cosa significa, essere in prima linea nel soccorso pubblico e nell’aiuto agli altri, vale certamente più di ogni pena, seppur severissima.».
L'accaduto è stato commentato anche della dott.essa Patrizia Massimini, vice Presidente dell’Associazione Nuova Difesa, che così ha dichiarato: «Non vogliamo la gogna per il Carabiniere. Pronti ad offrire assistenza legale. La morte di un ragazzino di 15 anni è una tragedia immane e rispettiamo il dolore di una mamma. È però giusto sottolineare che il Carabiniere ha agito come doveva, in una situazione di imminente pericolo per sé stesso e per la sua fidanzata. Una vita è stata stroncata e un’altra è stata distrutta per sempre. Adesso non vogliamo la 'gogna mediatica' per il carabiniere e siamo pronti ad offrirgli assistenza legale, mediante il professionista che collabora con la nostra associazione e che già si è occupato di casi come quello del Vice Brigadiere Francesco Tedesco relativamente al caso Cucchi, caso Magherini, caso Narducci, caso Carabinieri di Aulla o, caso molto simile a questo, quello del poliziotto che a Guidonia, nel 2017, sparò e uccise due giovani che armati di pistola a giocattolo, tentarono di rapinare un commerciante. Le accuse nei confronti di quel poliziotto sono state archiviate. Attendiamo serenamente l’esito delle perizie con la consapevolezza che non è facile distinguere in piena notte e mentre te la stanno puntando alla tempia, una pistola vera da quella a giocattolo.».