Sono le di Aggiornamento 24 febbraio 2020 |
Riceviamo e pubblichiamo da un attivista storico, mai espulso, del Movimento 5 Stelle
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CUTTANO: «Rosa Barone, in questi suoi anni da consigliera, irrispettosa delle regole pentastellate, si é dedicata quasi esclusivamente a creare il suo "cerchio magico" sicura di avere a sua difesa il "capo politico" campano, che probabilmente ignora l'ipocrisia della sua amica consigliera regionale foggiana.».
di Redazione
Nella email inviata al nostro giornale da Franco Cuttano, un attivista storico, mai espulso, del Movimento 5 Stelle, si legge: «Anche questa volta la foggiana consigliera regionale grillina (portavoce di se stessa) Rosa Barone non si é smentita nella sua scorrettezza verso gli altri attivisti della provincia di Foggia che si sono proposti come candidati consiglieri sulla piattaforma Rousseau per le votazioni regionarie interne al MoVimento.
La Barone, in corsa con gli altri ad ottenere voti utili per assicurarsi nuovamente la candidatura, fuori dalle regole M5S, cosa fa un giorno prima della votazione del 20 febbraio 2020 permessa ai soli iscritti-attivisti 5-stelle della Daunia?
Per evitare di essere segnalata al Collegio dei Probiviri del M5S; fuori dalla blindata piattaforma Rousseau si fa intervistare proprio sulle votazioni, ma non dice: "VOTATEMI!!!" (non potrebbe), dice che il MoVimento 5 Stelle pugliese con la brava Antonella Laricchia candidata Presidente si propone per vincere e quindi di governare la Puglia.
Fin qui tutto bene e corretto se l'uscente Rosa BARONE non avesse continuato facendosi propaganda a scapito degli altri aspiranti, affermando che grazie agli anni trascorsi come consigliera regionale é cresciuta d'esperienza, é diversa dalla prima investitura, non più ingenua ma politicamente maliziosa e bla...bla... bla...
Tutto questo giusto per far capire agli iscritti 5-stelle elettori della Daunia che lei é la più idonea, la migliore dei 23 concorrenti.
Di fatto sta che la consigliere uscente di inesistenti concreti risultati a suo nome (insieme al suo fidato cittadino-senatore Marco Pellegrini), con il suo fare malizioso, appunto, ha sempre lavorato bene solo per farsi propaganda con chiacchiere, selfie e distintivo, continuamente a tramare contro attivisti/e che le fanno "ombra".
Questo infido comportamento ha prodotto disaffezione e allontanamento dal M5S di tantissimi attivisti di Foggia ed é facile trovare anche in provincia attivisti che parlano male della Barone (verificare per credere).
Attivisti storici e meno storici sempre presenti che formavano lo zoccolo duro dell'attivismo pentastellato a differenza di quelli che si avvicinano sempre e solo quando c'é la possibilità di candidarsi.
La Rosa Barone, in questi suoi anni da consigliera, irrispettosa delle regole pentastellate, si é dedicata quasi esclusivamente a creare il suo "CERCHIO MAGICO" sicura di avere a sua difesa il "capo politico" campano, che probabilmente ignora l'ipocrisia della sua amica consigliera regionale foggiana.
Tanto é amica al "capo" che la Barone può permettersi di tenere assoggettati quasi tutti i portavoce parlamentari m5s della Daunia i quali sentono sulla loro pelle questo improprio potere che la consigliera emana.
Questo potere lo si legge nelle foto, nei video, negli incontri, negli eventi; la consigliera uscente, pur senza carisma, pur essendo inconcludente nel parlare e nel fare, é sempre in prima fila posizionata al centro, presente a Foggia, in Provincia e anche a Roma esautorando funzioni proprie dei portavoce parlamentari.
Sarà per le sue amicizie di spessore e/o i suoi parenti potenti? Mistero!
Di sicuro, dalla nascita ha sempre fatto parte di quella Foggia privilegiata che ha sempre comandato.
Gli ultimi eclatanti capolavori della Barone a Foggia sono stati gli eletti consiglieri Giovanni Quarato e Michele Norillo (prima di allora sconosciuti al popolo 5-stelle dauno).
Tutto organizzato con scorretta ingerenza, la Barone propone i suoi due "pupilli" sconosciuti; assoggetta gli altri portavoce e addirittura anziché astenersi per la carica politica che ricopre (come regolamento impone a tutti i portavoce per evitare loro cordate...) anziché garantire il rispetto delle regole e fungere da notaio nello svolgimento della votazione, cosa fa? Vota e fa votare parlamentari e rispettivi "collaboratori" per la scelta del candidato sindaco m5s Foggia.
Per pochi voti in più esce Quarato e "l'innocente" obiettivo della Barone viene raggiunto!
All'ingegnere vincitore, come da regolamento, il diritto-dovere di compilare la lista (ma tenendo conto delle pretese della sua "benefattrice" di escludere e di includere candidati consiglieri così come comandati dalla Barone).
E fu così che i due "pupilli" della consigliera regionale furono fatti consiglieri comunali per coprire ruoli di opposizione a seguito dei vincenti risultati del centro-destra.
Due pupilli "pentastellati" risultati troppo simpatici e cari al riconfermato sindaco berlusconiano Franco Landella che prontamente concesse al "5-stelle", ing. Quarato, addirittura la presidenza della più importante delle Commissioni, quella dell'Urbanistica che altri partiti di opposizione per dignità e decoro rifiutarono denunciando l'inciucio tra M5S e Giunta Landella.
Ricordando il passato... se nel m5s foggiano fu eletto consigliere comunale Vincenzo Rizzi (candidatura contestata da molti attivisti), fu colpa soprattutto della Rosa Barone.
Giustizia volle che il contestato eletto consigliere fu prontamente espulso dal M5S per mano del garante Beppe Grillo.».