Sono le di Aggiornamento 20 febbraio 2020 |
Alcuni consigli dal CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti, su
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I contribuenti hanno il diritto di portare in detrazione il 19% delle spese mediche sostenute nell'anno di imposta di riferimento, nella dichiarazione annuale dei redditi, superata la franchigia di 129,11 €, ma attenzione al metodo di pagamento: chi paga in contanti rischia di perdere il diritto alla detrazione.
di Redazione
Coloro i quali volessero portare in detrazione le spese mediche dalle imposte sul reddito del 2020, devono fare attenzione al metodo di pagamento, perchè dal 1° gennaio 2020 sono in vigore nuove regole riguardo le modalità di pagamento delle stesse spese, al fine di ottenere la relativa detrazione del 19% dall'IRPEF, Imposta sul reddito delle persone fisiche. Le novità riguardano le spese sostenute a partire dal corrente anno di imposta e quindi riguarderanno la dichiarazione dei redditi del prossimo anno, 2021.
Come è noto, i contribuenti hanno il diritto di portare in detrazione il 19% delle spese mediche sostenute nell'anno di imposta di riferimento, in occasione della presentazione della dichiarazione annuale dei redditi. Anche per l'anno in corso vale una franchigia di 129,11 €, somma oltre la quale si può chiedere la detrazione.
Da quest'anno ci sono delle restrizioni sulle modalità con cui pagare le spese come prevede la legge di bilancio 2020 (legge 160/2019):
1. il contante potrà essere ancora utilizzato per i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale;
2. per tutte le altre spese mediche che si vorranno portare in detrazione sarà invece obbligatorio pagare con mezzi tracciabili, cioè con bancomat, carte di credito, carte prepagate, bonifici, assegni oppure altre modalità tracciabili, pena l'impossibilità della detrazione.
Qualche esempio di spesa medica da saldare con mezzi tracciabili potrebbero essere la visita specialistica presso un libero professionista, la spesa dal dentista, ancora la seduta dallo psicologo, o le analisi del sangue fatte presso una clinica privata che non potranno più essere saldate in contanti, ma dovrà essere utilizzata la moneta elettronica e/o altro tipo di pagamento tracciabile.
In ogni caso, anche quando si paga in contanti, per documentare fiscalmente la spesa sarà necessario disporre della fattura o CD, “scontrino parlante”, sul quale è cioè riportato il codice fiscale del pagatore.
In proposito il CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti, consiglia
per le visite o le prestazioni private di richiedere al momento della prenotazione informazioni sul metodo di pagamento preferito dal prestatore, in modo da non farsi trovare impreparati all'atto del pagamento e di tenere, in ogni caso, per essere in regola con il diritto alla detrazione, in ordine tutti i documenti relativi alle spese sostenute, quindi fattura, scontrino, ricevuta del pagamento, copia del bonifico, ricevuta della carta di credito o del bancomat, estratto conto o fotocopia degli assegni rilasciati ecc... Per gli scontrini, essendo stampati su carta chimica che sbiadisce nel corso del tempo, consigliamo di farsene sempre, subito una fotocopia, il termine di conservazione per la documentazione fiscale è di 10 anni.
Il CTCU mette a disposizione una cartellina per la raccolta della documentazione necessaria alla dichiarazione annuale dei redditi, che si può ritirare gratuitamente presso la sede dell'Associazione, presso le filiali periferiche e presso lo Sportello Mobile del CTCU.
Riferimenti normativi: legge di Bilancio 2020 - Art.1, commi 679 e 690 della legge 166/2019