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Sono le di   Aggiornamento 15 dicembre 2020
 

Dal Report ISTAT sulle imprese di fronte al Covid-19


ISTAT: 73.000 imprese chiuse, 17.000 non riapriranno,
a causa del Covid

Tra le imprese attualmente non operative, quelle presenti nel Mezzogiorno sono a maggior rischio di chiusura definitiva: il 31,9% delle imprese chiuse, circa 6.000 unità, prevede di non riaprire, rispetto al 27,6% del Centro, al 23% del Nord-ovest e al 13,8% del Nord-est, su un totale pari al 24% del resto d'Italia.

di Redazione

Circa 73.000 imprese, che pesano per il 4% dell'occupazione, hanno dichiarato di essere chiuse: 55.000 prevedono di riaprire e 17.000 no, l'1,7% delle imprese pari allo 0,9% degli occupati. E' il quadro tragico che emerge dal Report ISTAT sulle imprese di fronte al Covid nel quale sono state intervistate oltre un milione di imprese tra ottobre e novembre con riferimento al periodo giugno-ottobre., anche se il 68,9% delle imprese è in piena attività nonostante l'emergenza sanitaria da Covid, il 23,9% è parzialmente aperta, svolgendo la propria attività in condizioni limitate in termini di spazi, orari e accesso della clientela, mentre il 7,2% è chiusa.
Le imprese oggetto di indagine 804.000, pari al 78,9% del totale, sono microimprese con 3-9 addetti in organico, 189.000, cioè, il 18,6%, appartengono al segmento delle piccole con 10-49 addetti, mentre sono circa 22.000 quelle medie da 50 a 249 addetti e 3.000 le grandi con oltre i 250 addetti, che insieme rappresentano il 2,6% del totale. Più della metà delle imprese è attiva al Nord, cioè, il 29,3% nel Nord-ovest e il 23,4% nel Nord-est, il 21,5% al Centro e il 25,9% nel Mezzogiorno.
L'85% delle unità produttive "chiuse" sono microimprese e si concentrano nel settore dei servizi non commerciali da 58.000 unità, pari al 12,5% del totale, in cui è elevata anche la quota di aziende parzialmente aperte, il 35,2%.
Le attività sportive e di intrattenimento hanno la più alta incidenza di chiusura, seguite dai servizi alberghieri e ricettivi e case da gioco. Una quota significativa di imprese attualmente non operative si riscontra anche nel settore della ristorazione, circa 30.000 imprese, di cui 5.000 non prevedono di riprendere, e in quello del commercio al dettaglio, circa 7.000 imprese.
Il 28,3% degli esercizi al dettaglio chiusi non prevede di riaprire rispetto all'11,3% delle strutture ricettive, al 14,6% delle attività sportive e di intrattenimento e al 17,3% delle imprese di servizi di ristorazione non operative.
Tra le imprese attualmente non operative, quelle presenti nel Mezzogiorno sono a maggior rischio di chiusura definitiva: il 31,9% delle imprese chiuse, cioè, 6.000 unità, prevede di non riaprire, rispetto al 27,6% del Centro, al 23% del Nord-ovest e al 13,8% del Nord-est, su un totale pari al 24% del resto d'Italia.