Sono le di Aggiornamento 11 dicembre 2020 |
Ennesimo episodio vandalico che poteva far scapapre il morto
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SAN SEVERO: corda stesa tra |
Signor sindaco, la misura ormai è colma, qualcuno, per quella corda tesa tra un palo e un albero poteva rimetterci la vita, se non trova il tempo di dare delle risposte, vada a casa, in una situazione così in declino lasci che sia la ‘società civile’, per supplire alla mancanza di leadership politica, a prendere l’iniziativa attraverso la matita elettorale, a scegliersi, per il vero “bene comune”, la forza di governo capace di coordinare le tante e valide forze presenti in città...
di Piero Mastroiorio
Sulla pagina Facebook di “San Severo siamo noi” è apparso un post: “Vorrei segnalare l'ennesima “ragazzata” di San Severo ma che poteva finire male. Sono passato su via G. Rossa, precisamente davanti la chiesa San Giuseppe Artigiano. C'era questa CORDA LEGATA DALL'ALBERO AL PALO DELLA ILLUMINAZIONE, creando un vero e proprio ostacolo da una carreggiata all’altra, ad altezza uomo, più o meno 1.50 mt da terra. Passando con la macchina l’ho presa in pieno con il parabrezza e fortunatamente non è successo nulla. Ma se passava in quel momento un ragazzo con un monopattino o peggio ancora uno scooter o moto che fine faceva? Sicuramente si sarebbe fatto malissimo…. G.S.”
Ancora un episodio che dimostra lo stato di abbandono e l’invivibilità della Città di San Severo da qualche anno a questa parte.
Signor sindaco avv. Francesco Miglio, sa che lei, ai fini dell’Art. 54 del TUEL, deve garantire l’incolumità pubblica, cioè, l’integrità fisica della popolazione e che la sicurezza urbana è un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nell’ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale?
Signor sindaco, sa che deve interviene per prevenire e contrastare le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi, le situazioni in cui si verificano comportamenti quali il danneggiamento del patrimonio pubblico e privato o che ne impediscano la fruibilità e determinano lo scadimento della qualità urbana, l’incuria ed il degrado, soprattutto, le situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilità o che alterano il decoro urbano?
Signor sindaco, la sua masseria senza curatore, che dice di amministrare, ogni giorno ci porge una dimostrazione di quella sua capacità amministrativa fatta di proclami, farò, dirò, chiederò o tavoli di questo e quello e mai una risposta utile e seria: più di un mese fa le chiedemmo del perché le sale operatorie non si puliscono dalle 19,00 alle 7 del mattino, situazione ancora irrisolta, non ci ha ancora risposto. Le chiedemmo ragguagli sul perché ci stanno chiedendo i reparti di ostetricia e ginecologia, non ci ha ancora risposto. Le chiediamo perché la città è sempre più abbandonata a sè stessa e senza controllo, tanto che alcuni ragazzini hanno potuto stendere una corda tra un albero ad un palo indisturbati?
Signor sindaco, dove è finita quella retorica della città che aveva saputo allargare la sua vocazione agricola, eravamo città del vino dell’olio e del grano, nonché, culturale, avevamo un Teatro, che per il suo calendario attirava migliaia di presenze in Città, nonché, turistica, abbiamo un patrimonio museale invidiato da molti, soprattutto, avevamo una stazione nodo indispensabile per i sanseveresi e per molti altri cittadini del comprensorio, che abbraccia il Pre-Appennino Dauno, il Nord Tavoliere e parte del Gargano?
Signor sindaco, la sua masseria senza curatore, che dice di amministrare, la ringrazia per averla liberata da una ingombrante stagione teatrale, dalla brutta nomea di città agricola e per la chiusura della stazione, che spesso diveniva dormitorio e luogo di trattenimento per disadattati, soprattutto, la ringrazia di averla fatta diventare la città della munnezza e del vandalismo.
Signor sindaco, ringrazi la strana situazione che l’accompagna, soprattutto, quella della sua opposizione, ininfluente sulla vita pubblica della città, priva di personalità dotate del necessario carisma, si adegua al mediocre clima generale, non avendo ancora, speriamo lo faccia presto, «elaborato il lutto» di una sconfitta clamorosa e imprevista, che la rende incapace di offrire alla città una proposta chiara e realistica, tale da rianimare un elettorato diviso, incerto e deluso, animato, a sprazzi, da polemiche quotidiane con gli avversari, sterili e noiose, tali da perdersi nel disinteresse generale.
Signor sindaco, ringrazi la società cittadina, che ha creduto in quel “bene comune” tanto cianciato da lei, ma mai messo in pratica, parlando di elaborazioni strategiche e collaborazioni alla realizzazione di quella importante e inedita esperienza di sviluppo cittadino che è finita col tradimento e l’abbandono da parte di una politica che non sa più né individuare un traguardo, né avere la credibilità e l’autorevolezza per suscitare attenzione e attivare l’impegno civile.
Signor sindaco, non ci inviti per le risposte, a seguire le comiche elucubrazioni, che fa in video attraverso la sua pagina social, prenda carta e penna e la scriva, altrimenti, sa cosa deve scrivere su quel foglio bianco, le sue dimissioni.
La misura ormai è colma, ieri, qualcuno, per quella corda tesa tra un palo e un albero poteva rimetterci la vita.
La sua masseria senza curatore, che dice di amministrare e che si ostina a chiamare della cultura, si sente tradita, si sente sempre più minacciata dallo spettro di una città in declino, che non offre più opportunità di lavoro nel settore dell’edilizia pubblica e privata, che vede gli abitanti delle periferie, speranzosi per gli impegni elettorali, che prese disattendendoli, non avvertono neppure i primi passi della promessa riqualificazione dei loro quartieri. I commercianti, forse, sua base elettorale, illusi dalle sue promesse, continuano a soffrire la crisi e vedono inascoltati i loro allarmi sui piccoli, ma magari storici negozi, costretti a chiudere.
Vede signor sindaco, se non trova il tempo di dare delle risposte, vada a casa, in una situazione così in declino lasci che sia la ‘società civile’, per supplire alla mancanza di leadership politica, a prendere l’iniziativa attraverso la matita elettorale, a scegliersi per il vero “bene comune” la forza di governo capace di coordinare le tante e valide forze, produttive, professionali, le tante risorse intellettuali, tecnologiche, lavorative presenti in città, per superare un momento così delicato, per il futuro dei cittadini di San Severo.