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Sono le di   Aggiornamento 25 novembre 2020
 

ARCIDIOCESI DI FOGGIA-BOVINO


Mons. Fortunato Maria Farina dichiarato Venerabile

Fortunato Maria Farina visse eroicamente la virtù della fede come totale abbandono alla volontà di Dio, tanto da scrivere: “Mi sono offerto vittima a tutto quello che il Signore si compiacerà disporre di me per la salvezza delle anime”, alimentando la fede con la meditazione, la preghiera privata e pubblica e con la devozione alla Vergine Maria.

di Redazione

Il 23 novembre 2020, il Santo Padre Francesco ricevendo in udienza S. Ecc. Mons. Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha autorizzato la promulgazione del Decreto sul riconoscimento delle virtù eroiche del Servo di Dio
Fortunato Maria Farina
Arcivescovo titolare di Adrianopoli di Onoriade, già Vescovo di Troia e di Foggia nato l’8 marzo 1881 a Baronissi (SA) e morto a Foggia il 20 febbraio 1954.
Con tale Decreto si conclude il Processo Canonico, per la Beatificazione e Canonizzazione, del Servo di Dio Mons. Fortunato Maria Farina, dichiarandolo VENERABILE. Adesso, affinchè Mons. Farina diventi Beato occorre un miracolo, ottenuto per sua intercessione, mentre, ne occorre un altro, affinchè, diventi Santo.
Mons. Fortunato Maria Farina ha ricevuto il Sacro Ordine del Presbiterato nella Basilica Superiore della Chiesa Metropolitana di Salerno il 18 settembre 1904. Nei primi anni di sacerdozio si è adoperato per fondare a Salerno l’Unione Apostolica del Clero, edificando col suo esempio tanti sacerdoti, ed ha iniziato anche un intenso apostolato tra i giovani con la fondazione, nel 1909, del Circolo Giovanile Cattolico Salernitano, esercitando su di loro un grande fascino spirituale.
Il 12 maggio 1916 è stato nominato Curato della Parrocchia S. Agostino in Salerno.
Il 21 giugno 1919, all’età di 38 anni, è stato nominato da Sua Santità Benedetto XV Vescovo di Troia. Il 10 agosto dello stesso anno è stato consacrato Vescovo ed il 30 novembre successivo, I Domenica di Avvento, ha fatto il suo ingresso in Diocesi.
Nel Concistoro del 18 dicembre 1924 è stato preconizzato dal Papa Pio XI Vescovo di Foggia, conservando anche il titolo di Vescovo di Troia. Il 22 marzo 1926 ha preso il possesso canonico della nuova Diocesi.
Sia a Troia che a Foggia ha svolto il suo ministero, volgendo l’attenzione verso quella che sarà la sua principale occupazione pastorale: la cura delle vocazioni sacerdotali e la formazione dei presbiteri. Ha promosso la vita comune del clero diocesano, fondando la S. Milizia di Gesù, opera che ha precorso i tempi della istituzione degli Istituti Secolari.
Ha svolto anche un fecondo apostolato tra i laici, che ha saputo coinvolgere nella pastorale diocesana e nell’impegno per le realtà temporali, formandoli con una incisiva e personale direzione spirituale e con altre iniziative.
Durante la 2^ Guerra Mondiale ha mostrato una carità eroica: insieme con un gruppo di sacerdoti secolari e religiosi si è prodigato in favore della popolazione, colpita dai tragici bombardamenti, che hanno raso al suolo la città di Foggia.
Mons. Farina, pur provenendo da una ricca famiglia, ha vissuto sempre in grande povertà, utilizzando il suo abbondante patrimonio familiare per aiutare i poveri e per realizzare tante altre opere nelle sue due diocesi. Grande devoto di Maria, ha avuto anche un profondo spirito di preghiera e di oblazione, cercando unicamente la gloria di Dio attraverso la salvezza delle anime.
La sua salute è stata sempre cagionevole. Nonostante ciò, ha svolto una mole di lavoro impressionante, conservando in tutte le situazioni una grande pace ed un grande spirito di fede.
Il 1° febbraio 1954 la Santa Sede lo ha nominato Arcivescovo Titolare di Adrianopoli di Onoriade. Il 20 febbraio 1954 Mons. Farina è morto nell’Episcopio di Foggia, circondato da grande fama di santità.
Il 23 novembre 2020, Papa Francesco autorizza la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto sulle virtù eroiche del Servo di Dio e che lo dichiara VENERABILE.
Il Servo di Dio, fin da giovane, manifestò l’intenzione di santificarsi attraverso la pratica delle virtù cristiane. Visse eroicamente la virtù della fede, affidando a Dio il primato assoluto nella sua vita, come totale abbandono alla volontà di Dio. Scriveva nel suo Diario: “Mi sono offerto vittima a tutto quello che il Signore si compiacerà disporre di me per la salvezza delle anime”. Alimentò la fede con la meditazione, la preghiera privata e pubblica, la celebrazione eucaristica e l’adorazione e con la devozione alla Vergine Maria.
Con l’esercizio eroico della virtù della speranza fu capace di affrontare le prove della vita e sostenne le rinunce di una vita austera.
La fiducia nella volontà di Dio gli permetteva di rimanere sereno ed in pace anche nei momenti critici e di fronte anche alle calunnie. Tale virtù si manifestò fino alla sua morte, accettata serenamente come passaggio alla vita eterna.
Esprimeva pienamente la risposta all’amore di Dio verso di lui con l’esercizio eroico della carità. Manifestava il costante desiderio di piacere soltanto a Dio non a parole, ma in ogni gesto concreto della sua vita.
Esprimeva l’amore verso il prossimo sia in campo spirituale sia in quello materiale.
Per il suo apostolato si ispirava all’esempio di San Francesco di Sales, cercando in tutti i modi di attirare, sia sacerdoti sia laici, all’amore a Dio, incoraggiandoli all’impegno nella testimonianza nella vita sociale.
Ebbe una cura speciale verso i poveri, i deboli e i bisognosi, soprattutto durante i tragici eventi delle due guerre mondiali, in cui si prodigò per alleviare le sofferenze del suo popolo.