Sono le di Aggiornamento 23 novembre 2020 |
Le regole in terapia intensiva
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Il protocollo pubblicato sul sito dell’ISS, Istituto Superiore di Sanità, vale soltanto nei casi di sovraffollamento e prevede, per ogni ospedale, un centro di valutazione, che terrà presente, anche, la volontà dei singoli malati.
di Redazione
In un documento pubblicato nel sito dell’ISS, Istituto Superiore di Sanità, dal titolo “Decisioni per le cure intensive in caso di sproporzione tra necessità assistenziali e risorse disponibili in corso di pandemia da Covid-19”, che sta significare quali sono i criteri che i medici, gli anestesisti in particolare, dovrebbero seguire nel caso in cui dovessero trovarsi a scegliere chi ricoverare prima in terapia intensiva SOLO IN UNA SITUAZIONE DI ESTREMA GRAVITÀ.
Secondo cui dovrebbe essere assistito prima colui che ha maggiori speranze di vita.
Come avviene durante le catastrofi e cCome sta avvenendo in molte terapie intensive in cui, spesso, ci si trova a dover fronteggiare uno squilibrio tra domanda e offerta di cure.
Al paziente, si legge ancora, vanno comunque garantiti i suoi diritti e assicurato che sarà preso in carico con «gli strumenti possibili. Fermi restando i principi costituzionali (diritto alla tutela della salute e all’autodeterminazione, principio di uguaglianza, dovere di solidarietà) si rende necessario ricorrere a scelte di allocazione delle risorse».
Quindi, vista la situazione, è necessario creare un triage ad hoc negli ospedali. Un centro di valutazione finalizzato a stabilire quale paziente ha la priorità ad essere assistito. Che per le rianimazioni, spiegano gli anestesisti, significa accertare chi «potrà con più probabilità o con meno probabilità superare la condizione critica con il supporto delle cure intensive».
Ovviamente sono stati individuati anche tutti i parametri, dodici, all’esame dell’ISS, nonchè, tutte le possibili condizioni da seguire prima di arrivare alla scelta, che i medici, sempre nel caso di sovraffollamento, quando possibile, intendono sottoporre anche al paziente, perchè, alcuni, potrebbero anche non desiderare di essere sottoposti a cure intensive.
In ogni
caso dovrebbero essere rispettate le volontà nel caso il paziente abbia lasciato uno scritto o, in quel momento, informi il medico che lo sta assistendo.