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Sono le di   Aggiornamento 5 ottobre 2020
 

Pro Vita e Famiglia su


ABORTO: Ru486 solo con ricovero e non "fai da te"

COGHE: «In pochi sanno che per accertare la morte per RU486 occorre un'autopsia, perciò la percentuale statistica di donne che ci hanno lasciato la pelle rappresenta solo la punta dell'iceberg. Negli USA a causa della RU486, nello stesso rapporto della FDA risultano più di 4.600 complicanze con dolori forti e prolungati, gravi emorragie...».

di Redazione

«La somministrazione della pillola abortiva Ru486 solo con ricovero è appena un primo passo verso la vera soluzione. La scelta migliore, a favore delle donne, è quella di aiutarle e sostenerle per accogliere la vita che è dentro di loro. Per noi va condannata, senza se e senza ma, la somministrazione "fai da te" della pillola abortiva Ru486 in day hospital perché non è vero che questa scelta sia indolore: sul piano fisico comporta contrazioni dolorosissime e solo in America sono morte 24 donne fino al 2018», le parole di Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus rispetto alla decisione del Piemonte sull’aborto farmacologico solo in ospedale, a cui hanno fatto eco quelle il vice presidente della Onlus Jacopo Coghe, che ha sottolineato: «In pochi sanno che per accertare la morte per RU486 occorre un'autopsia perciò la percentuale statistica di donne che ci hanno lasciato la pelle rappresenta solo la punta dell'iceberg. Negli USA a causa della RU486, nello stesso rapporto della FDA risultano più di 4.600 complicanze con dolori forti e prolungati, gravi emorragie, rischio complicazioni con gravidanze extra uterine, infezioni e altro.».
«Chi abortisce, che lo faccia con una pillola o no, va incontro a sofferenze emotive, ansia, depressione, disturbo post traumatico da stress, abuso di sostanze, comportamenti autolesionistici fino al tentativo di suicidio e altri problemi di salute mentale connessi all'aborto», ha concluso Brandi.