Sono le di Aggiornamento 1 ottobre 2020 |
Scavo archeologico eseguito dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e
Paesaggio
per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia in località Pezze della Chiesa
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DE CRISTOFARO: «Dopo anni di ricerca un grande riscontro che appaga tanti sacrifici è giunto sotto i riflettori, adesso, visto il pessimo periodo che stiamo attraversando, chiedo a tutti un aiuto economico, da elargire direttamente al Comune di San Paolo di Civitate (Fg), perché, dopo la scoperta dell'Anfiteatro con un saggio, ora si deve portare alla luce interamente, consolidarlo e proteggerlo per renderlo fruibile ai visitatori...».
di Piero Mastroiorio
Dal 21 agosto al 24 settembre 2020 indagini condotte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia hanno messo in luce strutture pertinenti all'anfiteatro di Teanum Apulum, in località, Pezze della Chiesa, dove negli anni '70, E.M. De Juliis, dopo il rinvenimento di strutture ed elementi architettonici del I sec. a.C, tra cui capitelli corinzi, riconducibili ad una basilica, ipotizzava potesse collocarsi il foro della città.
Il monumento rinvenuto, sinora sconosciuto, rappresenta una testimonianza archeologica di straordinaria importanza per la città di San Paolo di Civitate, in Provincia di Foggia, nonché, per la comprensione dell'assetto urbanistico della città romana di Teanum Apulum, insediamento daunio di Tiati (IX-IV sec. a.C.), di circa 800 ettari, caratterizzato da un'occupazione di tipo sparso sulle alture di Coppa Mengoni, Pezze della Chiesa, Mezzana, Piani di Lauria e l'area compresa fra il Regio Tratturo "Aquila-Foggia" e la Marana della Defensola, era, forse, cinto da una fortificazione ad aggere sviluppata per circa 11 km a ridosso del guado del Fortore.
Nel corso del IV secolo a.C. la penetrazione sannitica nel territorio di Tiati era tale che la città prese parte alla 2^ Guerra Sannitica, alleandosi con i Sanniti contro Roma. La sconfitta nel 318 a.C. determinò un patto di alleanza tra Tiati e Roma. Il territorio, confiscato ai ceti dirigenti indigeni anti-romani, fu dato in affitto all'aristocrazia locale filo-romana (Livio IX, 20), per cui, la presenza di Roma portò ad una ristrutturazione del territorio, che cancellò gli insediamenti sparsi e il municipium di Teanum Apulum fu concentrato in un'area ristretta tra Coppa Mengoni e Pezze della Chiesa di circa 50 ettari.
Per tutelare beni culturali appartenenti a un centro pluristratificato di così grande interesse storico-archeologico, i resti di Tiati-Teanum Apulum-Civitate, nel quale ricade anche l'area dell'anfiteatro, furono tutelati dalla Soprintendenza e nell'ambito della programmazione dei lavori pubblici 2017-2019 del Ministero è stato finanziato il progetto "San Paolo di Civitate (FG): tombe daunie e strutture romane. Pronto intervento di scavo archeologico e completamento dello scavo e protezione".
L'anfiteatro, costruito in età imperiale tra il I e il Il secolo d.C., è da collocarsi al margine della città antica, in ossequio alle più consuete norme urbanistiche del periodo sia per facilitare il flusso del pubblico sia per motivi di ordine pubblico, probabilmente addossato al circuito murario preesistente, come testimonierebbe la presenza del non lontano monumento funerario, il c.d. Torrione, lungo una delle vie che uscivano dalle mura dell'abitato.
L'anfiteatro costituisce una realizzazione monumentale-urbanistico nella città di Teanum in età imperiale, costruito, verosimilmente, ricavando l'arena e la cavea nel pendio naturale del terreno, limitando così le strutture edilizie e quelle in elevato per il contenimento dei terrapieni, la definizione degli spazi e il funzionamento del monumento, che poteva essere potenzialmente usato per spettacoli pubblici quali munera, scontri tra gladiatori, venationes, scontri tra gladiatori e animali, o, molto meno per naumachie, battaglie navali.
Il monumento rappresentava, per il mondo romano, una completa innovazione, rispetto a teatri e circhi di derivazione tipicamente greca.
Tra i grandi monumenti architettonici dell'antichità, l'anfiteatro, sconosciuto al mondo greco, era un monumento tipico della cultura italiana.
La costruzione di un anfiteatro, come graduale evoluzione del costante utilizzo di spazi urbani impiegati per i combattimenti, rappresentava un impegno di grande importanza voluto da personalità di spicco all'interno dell'aristocrazia locale. La presenza stessa di un monumento del genere a Teanum Apulum costituisce testimonianza di un notevole impegno di spesa sostenuto probabilmente da qualche esponente della classe politica del tempo.
Dell'edificio, di forma ellittica irregolare, è stata messa in luce una porzione della cavea lunga 16 m e larga 21 m circa, della quale non permane l'elevato, testimoniato dalla sola presenza di sporadici resti delle gradinate inferiori. Un passaggio voltato (larghezza variabile da un massimo di 1,90 m a un minimo di 1,19 m - altezza 1,40 m circa), in opera cementizia di ottima fattura con paramenti in opera laterizia molto regolare, consentiva l'accesso all'arena, il cui piano è stato messo in luce per una superficie di soli 4x4 m, delimitata da parapetti in opera laterizia (spessore 0,88 m - altezza 1,20 m).
L'insieme occupa un'area di circa 442 metri quadri.
Tracce di sepolture sconvolte in passato, testimoniate dalla presenza concentrata sull'area di tegole, ossa e frammenti ceramici, e tracce di spolio e distruzione, probabilmente di età tardoantica, risalgono invece a un momento in cui quest'area cambiò funzione, probabilmente contestualmente alla fine della frequentazione dell'anfiteatro per i giochi.
In età altomedievale, nella parte più elevata, quella nord-occidentale, si installò l'abitato fortificato di Civitate, attestato dall'XI secolo e frequentato almeno fino al XV secolo, di cui la maggiore testimonianza è il rudere della torre detta Chiesa di Civitate, situata in località Pezze della Chiesa e distante circa 500 m dal sito dell'anfiteatro di Teanum Apulum, su un'altura che dominava la riva destra del fiume Fortore e la via Litoranea, si presenta attualmente come una massiccia torre a pianta rettangolare, sviluppata su tre livelli, impostata su strutture precedenti di età romana e facente parte del complesso difensivo di età bizantino-normanna costituito dagli altri torrioni presenti in Capitanata. La torre di Civitate, costruita con differenti tecniche edilizie che ne testimoniano il continuo rifacimento e restauro nel corso dei secoli, fu in un'ultima fase verosimilmente destinata a luogo di culto, da cui ne deriverebbe il toponimo di "Chiesa di Civitate".
«Indagini di più ampio respiro, tra le quali, auspicabilmente, la ripresa e il completamento degli scavi, potranno consentire una maggiore comprensione dell'ampiezza del monumento pubblico di Teanum Apulum nonché della sua capacità», come hanno dichiarato gli esperti durante la presentazione alla stampa delle indagini archeologiche svolte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, nelle persone del Soprintendente ad interim arch. Maria Piccarreta, del RUP dr. Italo M. Muntoni, del Progettista e DL dr. Domenico Oione, del Direttore operativo geom. En rico Cornetta, del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione arch. Daniela Fabiano, del Funzionario restauratore Salvatore Patete e dell’Assistente Tecnico Franco Racano.
Le indagini archeologiche sono state affidate alla Nostoi S.R.L. sotto la super visione del Direttore Tecnico dott.ssa Maria Grazia Liseno, dell’Archeologa dott.ssa Grazia Savino, degli Operatori Giovanni Galloppo, Francesco Leccisotti e Paolo Antenucci, in stretta collaborazione con l' Amministrazione comunale di San Paolo di Civitate nelle persone del Sindaco dr. Francesco Marino, del Responsabile dei Servizi Museali e Archeologici dott.ssa Raffaella Corvino, nonché, con il supporto tecnico-operativo dell'arch. Antonio de Cristofaro, che ha sottolineato: «Dopo anni di ricerca un grande riscontro che appaga tanti sacrifici è giunto sotto i riflettori, che illumineranno la ‘nostra storia’ e sui tesori che abbiamo e che non aspettano altro che di essere riportati alla luce... Il nostro lavoro lo abbiamo fatto, ora, però, c'e' bisogno di tutti voi e di quello spirito di appartenenza che ci contraddistingue. Che ci rende uniti più di qualsiasi altra Comunità... Le nostre antiche e nobili origini devono tornare a risplendere e diventare motivo di orgoglio per tutti noi.... Ho sempre sognato durante le mie ricerche lo sviluppo futuro ed abbiamo iniziato con il Museo, che molti, tra cui tanti sanpaolesi, non conoscono, il cui merito va alla dottoressa Raffaella Corvino… Grazie anche a un gruppo di appassionati, che ha fatto di questa passione una missione comune, abbiamo ritrovato e scavato in collaborazione con la soprintendenza, ma adesso, visto il pessimo periodo che stiamo attraversando, chiedo a tutti un aiuto economico, da elargire direttamente al Comune di San Paolo di Civitate (Fg), perché, dopo la scoperta dell'Anfiteatro con un saggio, ora si deve portare alla luce interamente, consolidarlo e proteggerlo per renderlo fruibile ai visitatori, attraverso un versamento concretizzabile in
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http://www.comune.sanpaolodicivitate.fg.it/.../idtesto/41.”