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Sono le di   Aggiornamento 30 marzo 2020
 

SAN SEVERO:


chiusura reparto ostreticia:
signor sindaco lei
non puo' dire non sapevo

Signor sindaco, lei, istituzionalmente parlando, oggi, più che mai, non può e non deve sbagliare, certo è un uomo, non vorrei essere nei sui panni, ma è l’uomo di sinistra che non rappresenta certo il padrone legato ai numeri, è quell’uomo che rappresenta il popolo, quel popolo che oggi è senza certezza del futuro, sempre più affamato e sempre più incazzato, per cui non può dire “io non sapevo”, offende l’intelligenza sua e di chi amministra.

di Piero Mastroiorio

«Con motivazioni basate sul nulla e con una delibera che non comunica ad alcuno, senza neppure uno straccio di preavviso a medici ed operatori sanitari, né tantomeno al sottoscritto, da quest’oggi San Severo assiste attonita ad un gravissimo atto che depaupera il nostro Ospedale Teresa Masselli Mascia: il dg dell’ASL, Vito Piazzolla, ha infatti stabilito l’immediata chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia del nostro Presidio Ospedaliero», dice il sindaco di San Severo, avv. Francesco Miglio. Noi diciamo: “Sindaco lei non può dire di non sapere”, perché lei, come tutti i Primi Cittadini italiani è il massimo responsabile della salute pubblica, della sicurezza, dalla tutela ambientale e della regolamentazione del traffico, quindi, lei non può dire assolutamente di non sapere, perché riveste un ventaglio di competenze che si traducono in specifici poteri per ogni tipo di evenienza. Perché lei, in qualità di sindaco, ha una posizione preordinata all’ascolto delle nostre esigenze personali e alla risoluzione dei problemi, a volte di carattere puramente pratico, che attanagliano le nostre città. La legge, per far ciò, le concede dei poteri molto forti, vasti e difficili da raccogliere in un elenco preciso.
Non urli, come fa nel suo video, non serve a molto, capisco la sua ira, scavalcato come un ragazzino qualsiasi, ma lei deve ben capire lo stato d’animo dei sui concittadini, soprattutto, in un momento come quello che stiamo attraversando con la pandemia Covid-19 che sta mietendo decine di migliaia di italiani, che devono andare a 70 km di distanza per partorire.
Se un dirigente ASL pensa che ciò sia possibile, in una situazione di tranquillità, i sui cittadini non lo pensano in una situazione di urgenza. Lei non può non conoscere la sua carica politica, perché lei sa benissimo che al sindaco, tra le altre cose, comporta anche e necessariamente una serie di responsabilità che fanno del Sindaco una figura su cui facilmente si scaricano le tensioni sociali e politiche. Fin dalla presentazione del programma elettorale, atteso che ne abbia uno fattibile e non pomposo inutile e irrealizzabile, si intuisce quale sarà l’indirizzo che per il tempo del mandato caratterizzerà l’agenda amministrativa e questo vale ad individuare anche i possibili interventi sul territorio, che saranno messi in campo per determinare la sua vivibilità e il benessere dei suoi abitanti.
Posso sin d’ora garantire che, in caso di insorgenza per la mia comunità e di quella dei paesi viciniori di complicanze imputabili al trasferimento a 70 chilometri di distanza o alla chiusura del reparto delle pazienti, tutti noi sapremo di chi è la responsabilità”, dice lei, e noi pure sapremo dirle di chi è la responsabilità, anche sua. Non urli, perché un sindaco, non può dire quella frase lavandosi le mani come Pilato, senza ricorrere all'Assessore regionale alla salute, al Presidente della Regione, al Ministro alla Salute. Le ripeto, lei in qualità di sindaco, non è forse competente in materia di sicurezza pubblica, svolge funzioni di polizia giudiziaria, vigila sull’ordine pubblico, adotta ordinanze contingibili ed urgenti in caso di pericolo per l’incolumità dei cittadini?


Signor sindaco sa, o ha dimenticato che la “macchina” comunale consente allo Stato di operare a stretto contatto con la popolazione e di governare svolgendo un ruolo cardine nella gestione del benessere?
Secondo lei il benessere di una partoriente o di un neonato è a 70 km da San Severo, perché lei dice di non sapere?
Signor sindaco lei ricorda quanti casi di Covid-19 affliggono la sua città ed i paesi limitrofi?
Signor sindaco lei veramente tiene al benessere dei suoi concittadini mandandoli, con i rischi del caso, in giro per la Provincia in cerca di ospedali per partorire, tra Foggia, Cerignola, Manfredonia, San Giovanni Rotondo, ecc. in una situazione come quella odierna?
Signor sindaco, non crede che, al posto di trincerarsi dietro ad un "non sapevo", partecipasse più attivamente all’organizzazione e riqualificazione dei servizi socio-sanitari al fine di offrire le giuste tutele in termini di tempestività e sicurezza, soprattutto, nella capacità di trattare le emergenze?
Signor sindaco non crede che il processo di riorganizzazione dell'assistenza ospedaliera non può basarsi sul solo numero di posti letto presenti in una struttura?
Signor sindaco non crede che prima che qualcuno prendi una decisione, a monte, ci sia una necessaria valutazione del fabbisogno, anche legato al numero di KM da percorrere, pensi ai comuni molto, molto, più lontani da Cerignola di quanto possa essere San Severo?
Signor sindaco non crede che la scelta di chiusura o riconversione degli ospedali deve essere fatta considerando molti fattori come la qualità e la sicurezza delle strutture che si chiudono?
Signor sindaco non crede che al posto di lavarsi le mani con il “non sapevo” sarebbe meglio riconsiderare l’esistenza di un servizio di trasporto efficace e tempestivo dalla zona dove verrà chiusa la struttura agli ospedali che rimarranno attivi, in particolare in caso di urgenze e di servizi a esso collegati?
Signor sindaco, veramente lei crede che con una videoconferenza rassicura i sui concittadini ed a quelli dei paesi limitrofi che avevano come punto di riferimento il reparto di ostetricia dell’Ospedale Teresa Masselii Mascia di San severo?
Signor sindaco, si vergogni e, appena può, si dimetta, perché dal suo discorso non traspare l’idea di sottoporre seriamente una revisione urgente alla decisione, dei massimi organi della ASL annullando quanto deliberato in maniera inopinata ed inopportuna, perché, lei doveva interessarsi per tempo del problema, lo sapeva, si diceva, si sono fatti altri tentativi, e si sono tenute altre proteste nell’ospedale cittadino. Signor sindaco non venga a dirci che "non sapeva", lei ha solo perso tempo, tempo prezioso, che poteva utilizzare nel dire ai responsabili dell’ASL che non si può riorganizzare una rete ospedaliera utilizzando il solo criterio del numero dei posti letto, si rischia di fare delle scelte paradossali che non garantiscono ai cittadini un'assistenza sanitaria pubblica accessibile, efficiente, efficace, di qualità e sicura.
Signor sindaco, non può stare dietro la sua bella scrivania del suo bell’ufficio a Palazzo di Città e lasciare che, oggi c’è la bella stagione, domani ci sarà la neve, percorrere tutti quei km a donne in urgenza che potrebbero perdere la loro vita e quella del loro bambino solo perché alcuni hanno deciso per un posto letto in più o meno, utilizzando solo criteri prevalentemente ragionieristici.
Signor sindaco, non ce ne voglia, si informi e ci informi di tutto, per tempo, se le riesce, utilizzando quei canali che paga profumatamente, lei, istituzionalmente parlando, oggi, più che mai, non può e non deve sbagliare, certo è un uomo, non vorrei essere nei sui panni, ma è l’uomo di sinistra che non rappresenta certo il padrone legato ai numeri, è quell’uomo che rappresenta il popolo, quel popolo che oggi è senza certezza del futuro, sempre più affamato e sempre più incazzato, per cui non può dire “io non sapevo”, offende l’intelligenza sua e di chi amministra
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